A soli 26 anni, Sayf si è affermato nel panorama musicale italiano partecipando al Festival di Sanremo. Nella kermesse del 2026, il rapper genovese ha catturato l’attenzione del pubblico con una canzone orecchiabile che promette di diventare un grande successo estivo. Con il brano “Tu mi piaci tanto”, Sayf ha saputo mescolare ritmo e testi evocativi, arricchiti da riferimenti alla cultura contemporanea.
Origini e formazione musicale di Sayf
Sayf, il cui vero nome è Adam Viacava, è nato nel 1999 a Genova da madre tunisina e padre italiano. La sua infanzia si svolge tra le splendide località costiere di Rapallo e Santa Margherita Ligure. Fin da giovane dimostra un forte interesse per la musica, studiando la tromba, uno strumento che incorpora frequentemente nei suoi brani. Questo approccio eclettico lo ha reso uno degli artisti più promettenti della nuova scena urban italiana, dove il suo stile si distingue per la fusione tra rap e melodie classiche.
Nel 2017 entra a far parte del collettivo Luvre Muzik, iniziando a pubblicare mixtape indipendenti. Tuttavia, è nel 2024 che riesce a farsi notare all’interno del collettivo Genovarabe, dove pubblica l’EP “Se Dio vuole”. Questa esperienza gli consente di affinare il suo stile e di raggiungere un pubblico più ampio, incrementando la sua visibilità nel panorama musicale.
Il debutto a Sanremo e il messaggio della canzone
La vera esplosione di Sayf avviene nell’estate del 2025, grazie al successo della hit “Sto bene al mare”, in collaborazione con Marco Mengoni e Rkomi. Questa traccia gli consente di guadagnare popolarità e riconoscimento, portandolo poi a calcare il palcoscenico del Festival di Sanremo nel 2026. Il suo brano “Tu mi piaci tanto” è un pezzo ironico e profondo, descritto dallo stesso artista come “una supposta”, proprio per il contrasto tra la melodia leggera e i temi significativi trattati.
Le parole della canzone sono un viaggio attraverso la cultura italiana, con riferimenti ai storici Mondiali del 2006 e a figure politiche come Silvio Berlusconi. Sayf utilizza la sua origine tunisina per dare un tocco unico al suo messaggio, sottolineando come la sua identità multiculturale arricchisca la sua musica e il suo approccio artistico. L’artista ha dichiarato che la canzone rappresenta una riflessione sincera sulla società moderna, intesa come un’invito a considerare le sfide contemporanee con umorismo e introspezione.
Impatto e reazioni del pubblico
L’esibizione di Sayf ha avuto un impatto significativo durante la prima serata di Sanremo 2026, nonostante Carlo Conti abbia registrato un calo notevole negli ascolti rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, il brano ha fatto breccia nel cuore degli ascoltatori, ricevendo un feedback positivo sui social media e generando discussioni sulle sue tematiche attuali. In particolare, molti utenti hanno apprezzato la capacità del rapper di affrontare argomenti complessi con leggerezza e ironia.
In questo contesto, è interessante osservare come Sayf sia stato messo a confronto con Ghali, altro artista di origini nordafricane. Pur riconoscendo l’impegno politico e sociale del collega, Sayf ha voluto prendere le distanze da un’identificazione forzata, affermando che la sua presenza a Sanremo non mira a ripetere un messaggio già trasmesso. Ha dichiarato di voler esprimere la propria voce senza imitare o seguire tracce già tracciate da altri, ponendo l’accento sulla sua unicità come artista.
Le aspettative sul futuro di Sayf restano alte, dato il potenziale mostrato finora e la sua capacità di affrontare temi rilevanti attraverso la musica, attirando l’attenzione di un pubblico sempre più vasto.
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