Nell’ambito del caso di Garlasco, le circostanze che circondano la morte di Chiara Poggi continuano a suscitare accese discussioni. È fondamentale chiarire la posizione del cadavere e il luogo esatto in cui è avvenuto l’omicidio, poiché queste informazioni potrebbero influire sulla comprensione dell’intera vicenda. Un aspetto cruciale riguarda se la giovane sia stata uccisa all’interno della cantina o se il suo corpo sia stato trasportato lì successivamente. Inoltre, si discute se sia stata gettata giù dalle scale, un tema spesso menzionato durante le testimonianze.
Le dichiarazioni di Alberto Stasi
Le Sommarie Informazioni Testimoniali (SIT) fornite da Alberto Stasi sono al centro dell’attenzione. In un incontro con il colonnello Gennaro Cassese, Stasi descrisse il momento in cui scoprì il corpo di Chiara. Stando al racconto, l’ex fidanzato affermò di essere entrato nella casa e di aver visto il cadavere mentre scendeva uno o due gradini della scala che conduce alla cantina. Queste parole hanno sollevato interrogativi su come e dove esattamente sia stato rinvenuto il corpo.
Nella puntata del 23 febbraio di Mattino Cinque, il colonnello Cassese ha ribadito quanto dichiarato da Stasi, sottolineando l’importanza di tale informazione per la risoluzione del caso. Tuttavia, durante la trasmissione, Federica Panicucci ha rilevato una discrepanza rispetto a precedenti affermazioni fatte da Cassese, il quale in un’altra occasione aveva parlato di un posizionamento diverso del corpo. Questo fatto ha generato un confronto acceso tra i presenti.
Il confronto tra i protagonisti
La situazione si è intensificata quando Panicucci ha chiesto chiarimenti al colonnello riguardo a questa apparente contraddizione. La conduttrice ha fatto notare che Cassese, in un altro contesto, aveva affermato che la ragazza era stata trovata “in fondo alla scala”. Da lì ha avuto inizio un acceso dibattito tra i due, con Cassese che cercava di chiarire che non si trattava di una posizione definita, ma piuttosto di una confusione emersa nel corso delle conversazioni.
In mezzo a questo scambio, Roberta Bruzzone, ospite di Quarto Grado, ha voluto analizzare la complessità dei rapporti tra Chiara e Stasi, evidenziando la tensione presente nella loro relazione. Ha messo in luce come queste dinamiche possano aver avuto un ruolo significativo nell’evoluzione degli eventi che hanno portato al tragico epilogo.
Nuove rivelazioni e sviluppi legali
Oltre alle dichiarazioni di Stasi e alle rilevazioni testimoniali, nuovi dettagli emergono dalla testimonianza del carabiniere Roberto Pennini, il quale ha segnalato di aver notato alcuni segni sul braccio sinistro di Alberto Stasi. Pennini ha descritto questi segni come arrossamenti più che graffi, specificando che secondo lui non avevano alcuna attinenza con l’omicidio.
In un ulteriore sviluppo, il 23 febbraio è stata presentata formalmente alla Procura di Pavia la consulenza medico-legale dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, riguardante la dinamica della morte di Chiara. Questa consulenza potrebbe gettare nuova luce sulle circostanze del delitto di Garlasco e chiarire ulteriormente i misteri che circondano questo caso complesso e doloroso, che continua a tenere il pubblico col fiato sospeso.
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