Una battaglia dopo l’altra, Benicio del Toro quasi rinuncia a un film per motivi personali

Un nuovo traguardo per Benicio Del Toro

Benicio Del Toro ha recentemente ottenuto una nomina agli Oscar per la sua straordinaria interpretazione nel ruolo di Sergio St. Carlos in “Una battaglia dopo l’altra”. Questa rappresenta la sua terza candidatura agli ambiti premi, un riconoscimento notevole per un attore che continua a lasciare il segno nel panorama cinematografico. Tuttavia, pochi sanno che la sua partecipazione a questo film di Paul Thomas Anderson era a rischio, poiché l’attore ha affrontato diverse difficoltà legate alla programmazione delle riprese.

Del Toro ha rivelato che inizialmente sembrava impossibile per lui prendere parte al progetto, esprimendo i suoi dubbi riguardo alla possibilità di allineare il suo calendario con quello della produzione. Nonostante questi ostacoli, ha ringraziato Anderson per aver mantenuto un approccio di perseveranza, che è stato cruciale per continuare a lavorare al film. Questo spirito resiliente ha permesso alla produzione di andare avanti, rendendo possibile il suo coinvolgimento.

Il supporto di un team determinato

Durante un’intervista, Del Toro ha sottolineato il fondamentale supporto ricevuto da parte del team dietro il film, affermando che molte persone credevano fermamente che fosse destinato a interpretare il ruolo di Sergio. Queste convinzioni hanno giocato un ruolo significativo nel far sì che l’attore si unisse al cast, dimostrando quanto sia importante avere una squadra che crede nei talenti e nelle capacità di un individuo.

In effetti, la produzione di “Una battaglia dopo l’altra” ha subito dei ritardi, sospendendo le riprese per ben due mesi e mezzo per consentire a Del Toro di liberarsi dai suoi impegni in un altro progetto, “La Trama Fenicia”, diretto da Wes Anderson. Era essenziale per Paul Thomas Anderson avere Del Toro nel ruolo di sensei, e l’attesa ha dimostrato quanto fosse desiderato il suo contributo al film.

Il personaggio di Sergio St. Carlos

Nel film, Del Toro interpreta un istruttore di karate che offre lezioni alla figlia di Bob Ferguson, Willa. Bob, un personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio, si ritrova a cercare Sergio dopo aver scoperto che alcune forze governative, capitanate dal malvagio Steven J. Lockjaw, stanno perseguendo lui e sua figlia per vendette legate al suo passato come membro di un movimento militante. Sergio diventa così un alleato prezioso per Bob, assistendo nella sua lotta contro le autorità e la ricerca di Willa, la quale viene rapita.

Sergio, descritto come un leader per la sua comunità, rappresenta un simbolo di solidarietà e resistenza nella trama. Il suo personaggio, profondamente radicato nella città immaginaria di Baktan Cross in California, si distingue non solo per la sua competenza nelle arti marziali, ma anche per il suo impegno nell’aiutare gli immigrati clandestini. Questa complessità rende la figura di Sergio una parte memorabile e significativa del film, arricchendo ulteriormente la narrazione attraverso la sua interazione con gli altri personaggi.

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