Rose McGowan racconta le pressioni e le minacce subite durante il ruolo di Paige in Streghe

Rose McGowan, celebre attrice e attivista, ha fatto delle rivelazioni sorprendenti riguardo alla sua esperienza sul set della famosa serie “Streghe”. Durante un’intervista nel corso del podcast “We Need to Talk”, ha condiviso dettagli inquietanti sulla pressione che subiva per il suo aspetto fisico.

Le pressioni sul set di Streghe

Negli anni in cui Rose McGowan interpretava uno dei ruoli principali in “Streghe”, la star ha raccontato che i dirigenti della serie erano molto attenti al suo aspetto fisico. Ogni volta che si preparava a iniziare una nuova stagione, i produttori non mancavano di controllare il suo peso, considerata una prassi abituale all’epoca. L’attrice ha spiegato come questa continua sorveglianza sul suo corpo fosse vista come normale nel contesto della tv degli anni ’90, ma che l’atmosfera complessiva sul set era tutt’altro che salutare.

McGowan ha descritto il clima lavorativo come “tossico”, dove lo stress era predominante e l’ansia di dover soddisfare gli standard estetici imposti dall’industria pesava su di lei e sulle sue colleghe. La pressione per assomigliare a certe immagini di bellezza spesso promosse dai media ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale dell’attrice, facendo emergere discussioni importanti sul trattamento delle donne nel settore dell’intrattenimento.

Fumare uno spinello e le minacce legali

Un episodio particolare che McGowan ha riportato riguarda una situazione in cui espresse preoccupazione riguardo al possibile licenziamento per aver fumato uno spinello. Questa preoccupazione sembrava più che legittima, dato il clima rigido del set, ma la risposta che ricevette fu allarmante: le fu detto che avrebbero intrapreso azioni legali nei suoi confronti per tutta la vita, coinvolgendo anche la sua famiglia.

Questo commento ha evidenziato ulteriormente la cultura di intimidazione presente nell’industria, dove il timore di rappresaglie e di conseguenze legali poteva creare un ambiente di lavoro estremamente ostile. McGowan ha usato questo aneddoto per sottolineare la paura che lei e altre attrici provavano nel sentirsi giudicate non solo per il loro talento, ma anche per il loro comportamento privato.

La condivisione di queste esperienze da parte di Rose McGowan ha aperto un dibattito sulla necessità di riforme significative nell’industria dell’intrattenimento, per tutelare la salute mentale e il benessere delle persone che ne fanno parte, ponendo l’accento sull’importanza di liberarsi da standard dannosi e pratiche oppressive.

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