Martina Colombari si apre sulla menopausa e sulle difficoltà legate all’invecchiamento femminile

Martina Colombari si presenta in una nuova dimensione, lontana dall’immagine di bellezza che per anni l’ha contraddistinta. In un’intervista rilasciata a La Stampa, l’attrice discute del suo ruolo nel film Buen Camino al fianco di Checco Zalone, dove appare quasi irriconoscibile. Inoltre, condivide momenti più personali riguardo il suo legame con i genitori, la vita con Billy Costacurta, le sfide nella maternità e l’accettazione del passare del tempo. Il suo racconto tocca temi fondamentali come il cinema, la famiglia e l’identità, mescolando fragilità e forza.

Un cambiamento audace nel film Buen Camino

Il radicale cambiamento richiesto dal film Buen Camino non ha spaventato Martina, sebbene inizialmente si sia sentita un po’ impreparata. Lei stessa ricorda come Luca Medici, noto come Checco Zalone, le avesse chiesto durante il primo provino se fosse disposta ad affrontare una trasformazione significativa. Martina si presentò a quell’audizione vestita in modo casual, come una normale madre: jeans e t-shirt. Tuttavia, ha affermato di essere un’attrice e quindi pronta a mettersi alla prova per vestire i panni di un altro personaggio. Non è stata la prima volta in cui ha lasciato da parte l’aspetto rassicurante, come dimostra il suo ruolo in Fiori d’acciaio, dove interpretava una donna grigia e dimessa. Ha colto al volo l’opportunità di prendere parte a un progetto che non punterebbe esclusivamente sulla bellezza e sull’estetica apparente.

Riflessioni sulla vita e sul cambiamento personale

Col passare degli anni, Martina ha visto evolversi le sue priorità e la sua percezione di sé. A 30 anni, era Martina, la modella, attratta dal mondo dello shopping e da uno stile di vita frenetico e leggero. Oggi, invece, si identifica come Colombari, l’attrice che ha abbracciato nuove sfide e ha imparato a non sprecare tempo con persone o faccende che non meritano la sua attenzione. Ha scelto di concentrarsi sulla qualità delle sue esperienze anziché sulla quantità. Questa evoluzione ha comportato anche un cambiamento di atteggiamento: ammette di essere diventata più selettiva e, in un certo senso, più egoista nei suoi rapporti. Nel film, il suo personaggio Linda rappresenta questo percorso di trasformazione, adottando scelte etiche che si riflettono anche nel suo modo di apparire, spogliandosi delle superficialità.

Il legame familiare e l’accettazione dell’età

Nel dialogo con La Stampa, l’attrice non si limita a parlare del suo lavoro, ma condivide anche pensieri profondi sul suo legame con i genitori e sulla vita con Billy Costacurta. Questo aspetto della sua vita è stato influenzato dalle esperienze accumulate nel tempo e dalle sfide incontrate lungo il cammino. La maternità, in particolare, ha offerto a Martina un’opportunità di crescita e riflessione. Esprimendo vulnerabilità, racconta le complessità e le gioie del suo ruolo di madre, evidenziando come il legame con i figli possa indurre a una nuova forma di consapevolezza. L’accettazione dell’età che avanza è un tema che attraversa il suo discorso, riflettendo una maturità acquisita con il tempo e un approccio più sereno verso il futuro.

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