Ben – Rabbia Animale: intervista al regista Johannes Roberts su scimmie e paure silenziose

Il nuovo film di Johannes Roberts: una commistione tra horror e psicologia

Il panorama cinematografico si arricchisce con l’uscita di “Ben – Rabbia animale”, il nuovo lavoro del regista JOHANNES ROBERTS. Dopo il successo di “Resident Evil: Welcome to Raccoon City”, questo film si propone come un thriller avvincente, capace di combinare tensione e riflessione sui temi dell’empatia e della malattia. In arrivo nei cinema il 29 gennaio, la pellicola promette di catturare l’attenzione del pubblico con una trama insolita centrata su uno scimpanzé infetto dalla rabbia.

Roberts, in un’intervista, ha rivelato che il suo obiettivo principale era quello di mantenere alta la tensione per tutta la durata del film. La scelta di raccontare la storia attraverso gli occhi di un animale pone il pubblico di fronte a sfide emotive inaspettate. Al centro della vicenda troviamo Lucy, interpretata da JOHNNY SEQUOYAH, tornata a casa per le vacanze e coinvolta in una spirale di eventi angoscianti quando lo scimpanzé domestico viene morso da un animale selvatico.

Perché gli scimpanzé sono così affascinanti al cinema?

Il regista ha discusso l’intrigante presenza degli scimpanzé nella cultura cinematografica, sottolineando come siano creature dotate di un’intensità e una complessità emotiva particolari. A differenza di altri animali predatori, come gli squali o le tigri, gli scimpanzé evocano sentimenti ambivalenti, mescolando umanità e ferocia. Questa duplicità rende la loro rappresentazione sul grande schermo tanto coinvolgente quanto inquietante.

Roberts ha spiegato che l’elemento del suono è altrettanto cruciale nell’ambito del genere horror. La gestione dei rumori, oltre che la loro assenza, gioca un ruolo fondamentale nel creare l’atmosfera giusta. L’artista riconosce quanto sia stimolante lavorare sul sound design di un film horror, poiché ogni piccolo dettaglio può amplificare l’esperienza del pubblico.

L’importanza della musica e della tensione nella narrazione

La colonna sonora, realizzata in collaborazione con il compositore ADRIAN JOHNSON, contribuisce a rendere “Ben – Rabbia animale” un’opera immersiva. Roberts ha enfatizzato come la libertà creativa concessa al compositore abbia portato a risultati sorprendenti, permettendo di costruire un’atmosfera che si abbina perfettamente alla tensione viscerale del film. La sinergia tra regia e musica è essenziale per coinvolgere il pubblico in modo profondo e autentico.

Il regista ha condiviso le sfide incontrate nel bilanciare la tensione. Descrivere lo sviluppo dei personaggi in un contesto in cui l’azione non si ferma mai è stata una prova complessa. Roberts ha trovato un equilibrio nella narrazione, dove la caratterizzazione dei protagonisti si intreccia con un crescendo costante di adrenalina, mantenendo lo spettatore incollato allo schermo.

Empatia e riflessione: un messaggio profondo

Un tema centrale di questa pellicola è l’empatia verso la figura di Ben, lo scimpanzé. Nonostante la sua trasformazione in una creatura omicida, il film invita a comprendere la sofferenza che lo guida. Attraverso una narrazione autentica e un approccio pratico, Roberts spera di trasmettere al pubblico un senso di connessione anche con i personaggi più inquietanti. Questo tema risulta particolarmente attuale, poiché invita alla riflessione sulla natura della malattia e delle sue conseguenze.

Nel concludere l’intervista, il regista ha anche rivelato le sue paure personali, sottolineando che la possibilità di trovarsi faccia a faccia con uno scimpanzé in preda alla rabbia sarebbe per lui un’esperienza profondamente spaventosa. Questo aspetto umano emerge chiaramente nel suo lavoro, conferendo una dimensione aggiuntiva al film e al suo messaggio.

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