La lotta di Lili Reinhart contro la cultura tossica online
L’attrice LILI REINHART ha deciso di tornare a parlare di un tema molto attuale e rilevante, ovvero la cultura tossica che permea i social media. Con la sua recente denuncia, punta il dito anche contro un ex dipendente del governo, portando alla luce le minacce di cui è stata vittima per via delle sue opinioni politiche. La questione della salute mentale e dell’uso responsabile delle piattaforme digitali è più che mai pertinente nel contesto attuale.
In una serie di Instagram Stories pubblicate il 27 gennaio, REINHART ha condiviso un post che proveniva dall’account Instagram di FEMINIST, nel quale veniva criticato il chatbot di intelligenza artificiale GROK, utilizzato per modificare digitalmente le immagini in modo da renderle sessualmente esplicite. La denuncia dell’attrice evidenzia come la tecnologia possa essere sfruttata in modi non etici, contribuendo a una cultura di abuso e di oggettivazione.
Il messaggio provocatorio su Twitter
Nelle sue Stories, REINHART ha incluso anche una foto di una pubblicità che apparentemente appare a una fermata dell’autobus. Questa pubblicità mostra un’immagine di ELON MUSK, attuale proprietario di Twitter, accompagnata dalla scritta provocatoria: “Chi diavolo vorrebbe usare i social media con uno strumento integrato per commettere abusi sui minori?” La campagna invita gli utenti a considerare l’idea di cancellare il proprio account su questa piattaforma.
REINHART ha raccontato di aver chiuso il suo account Twitter diversi anni fa, avendo trovato la piattaforma poco sicura e accogliente. “Ho smesso di usare Twitter nel 2024, quando degli uomini mi mandavano messaggi su quanto meritassi di essere stuprata per aver votato per KAMALA HARRIS”, ha dichiarato l’attrice, esprimendo il dolore e l’impotenza vissuti a causa di tali commenti. Ha anche rivelato che uno degli individui che la ha contattata in quel modo era un ex dipendente del governo, sottolineando ulteriormente la gravità della situazione.
Le voci delle celebrità contro la piattaforma
REINHART non è sola nella sua battaglia contro la cultura tossica di Twitter. Da quando la piattaforma è stata acquistata da ELON MUSK nell’ottobre del 2022, molti altri personaggi pubblici hanno deciso di dissociarsi, esprimendo apertamente la loro opposizione all’acquisizione. Celebrità come GIGI HADID hanno fatto sapere di aver “disattivato” il loro account, affermando che l’atmosfera di odio e intolleranza è diventata insostenibile e non desiderano far parte di un ambiente così tossico.
Anche la cantante KELSEA BALLERINI ha condiviso le sue esperienze in merito, dichiarando di essersi “liberata di Twitter molto tempo fa” dopo aver affrontato varie difficoltà sulla piattaforma. Queste testimonianze evidenziano un crescente movimento tra le celebrità volto a sensibilizzare sul tema della salute mentale e sull’impatto negativo dei social media. Il rapper JELLY ROLL ha descritto la situazione della piattaforma di MUSK come “l’app più tossica e negativa mai esistita”, sottolineando l’assenza di conseguenze per chi si comporta male in rete. La decisione di disattivare il proprio account è una risposta diretta a un ambiente percepito come ostile e pericoloso.
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