Silvana Armani ricorda il testamento dello zio e l’ultimo incontro prima della scomparsa

Alla vigilia della sua prima collezione di alta moda senza il celebre zio, Silvana Armani si apre su un capitolo cruciale della sua vita professionale e personale. Come nipote di Giorgio Armani e sua collaboratrice per ben quarant’anni, oggi guida il settore womenswear del gruppo e l’esclusivo marchio Armani Privé. In un’intervista rilasciata a una testata nazionale, ripercorre il legame speciale con il suo celebre parente, gli ultimi momenti trascorsi insieme e l’importanza dell’eredità che va oltre la semplice moda.

Il legame tra Silvana e Giorgio Armani

Silvana racconta un rapporto caratterizzato da disciplina, affetto e rispetto dei ruoli. A casa era semplicemente lo zio, ma all’interno dell’azienda diventava il signor Armani, come per tutti gli altri. Sottolinea come questa separazione di ruoli sia stata una regola fondamentale. Nonostante ciò, Silvana ricorda anche il lato più divertente del suo zio. Durante le prove, amava indossare gli orecchini e le acconciature delle modelle, mostrando un lato giocoso e scherzoso che spesso sorprendeva chi lo conosceva solo per la sua professionalità rigorosa.

D’altro canto, c’era anche un aspetto più temuto del designer. Quando era di cattivo umore, la sua presenza era in grado di intimidire. La tensione crescevano quando si avvicinava urlando in ufficio, determinando un vero e proprio vuoto attorno a lui. Questa dualità nel suo carattere ha forgiato il rapporto fra i due, facendo di Silvana non solo una collaboratrice, ma anche una persona capace di comprendere profondamente le sfumature del suo temperamento.

Un approccio protettivo e formativo

Armani ha avuto un ruolo fondamentale nella vita di Silvana, specialmente in un periodo difficile segnato dalle malattie dei genitori. Si è dimostrato molto protettivo, preoccupandosi costantemente per lei con domande come “Dove vai? Perché? Stai attenta.” Questo approccio rifletteva la sua visione del mondo, dove le insidie si nascondono dietro ogni angolo. Con il passare del tempo, Silvana ha realizzato che molte delle raccomandazioni del suo zio erano fondate. Ogni giorno trascorso con lui si è trasformato in una sorta di palestra, preparandola a gestire le responsabilità che sarebbero arrivate.

Quando ha dovuto affrontare il momento più difficile della sua carriera, Silvana ha inizialmente provato un grande panico: nessuno può sostituire un’icona come Giorgio Armani. Ma in breve tempo ha capito che portare avanti il suo metodo e il suo pensiero poteva rappresentare la strada da seguire. Anche ora, continua ad interrogarsi su come avrebbe operato lui nelle varie situazioni. Questi momenti di riflessione le danno la forza e la motivazione per procedere nella sua carriera, pur apportando il suo personale tocco.

Ricordi intimi e responsabilità future

Il ricordo più profondo di Silvana riguarda l’ultimo addio al suo zio. Racconta di averlo visto un attimo prima della sua morte, quando aprì gli occhi, sorrise e se ne andò. Quello fu un momento che l’ha lasciata disorientata, ma subito dopo è giunta la consapevolezza della grande responsabilità che l’attendeva. La Giorgio Armani Spa conta novemila dipendenti, e ognuno di loro e le loro famiglie dipendono dal suo lavoro. Questa realizzazione ha rafforzato il suo impegno verso il marchio e i suoi collaboratori.

Silvana parla anche della precisione del testamento di Giorgio Armani, descrivendo le disposizioni con un misto di stupore e affetto. Le scelte fatte dallo stilista, persino dettagliate fino ai cuscini del divano, riflettono quanto fosse meticoloso e attento. Non ci sono state sorprese riguardo alla governance: Leo, suo braccio destro, è stato scelto come continuatore poiché era la persona a lui più vicina. Armani desiderava decisioni prese in modo collegiale, sottolineando che nessuno può prendere decisioni importanti da solo.

Affrontare l’eredità pesante

Silvana non ha nascosto le sue paure riguardo al peso dell’eredità ricevuta. In passato, ha avvertito la pressione di dover sostenere un’eredità così ingombrante. Tuttavia, oggi è più determinata che mai a portare avanti il nome e la visione di Giorgio Armani, con una nuova consapevolezza. La domanda che la accompagna ogni giorno è sempre la stessa: “Cosa avrebbe fatto zio?”

La continua riflessione su questa questione le conferisce una motivazione inestimabile mentre naviga nel mondo della moda. Silvana Armani rappresenta così non solo il presente, ma anche il futuro di un marchio che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama della moda internazionale.

Unisciti alla Community su WhatsApp!

Non perderti le anticipazioni, i gossip e le news esclusive sulle tue serie turche preferite. Entra nella nostra community ufficiale e scopri tutto prima degli altri.

Entra nella Community
Torna in alto