The Smashing Machine e Marty Supreme raccontano i due lati dello stesso Paese nei film dei Safdie

Due fratelli, due visioni del Sogno Americano

Benny e Josh si trovano ad affrontare una sfida unica nel panorama cinematografico: entrambi hanno deciso di reinterpretare il genere del biopic sportivo nel medesimo anno, portando ciascuno la propria prospettiva sul Sogno Americano. Nonostante l’argomento condiviso, le loro opere presentano approcci estremamente diversi, arrivando a conclusioni sostanzialmente opposte.

Questa situazione senza precedenti permette di esplorare la ricchezza narrativa che scaturisce dalle esperienze dei due registi. La diversità delle storie e delle tecniche utilizzate mostra non solo la creatività di Benny e Josh, ma anche la continua evoluzione del genere stesso, che cerca di riflettere la complessità della società contemporanea.

I film in esame: stili e narrazioni a confronto

Il primo dei film è “THE SMASHING MACHINE”, diretto da Benny, che si è guadagnato il Leone d’Argento per la migliore regia al Festival di Venezia 82. La pellicola si focalizza su Mark Kerr, un artista marziale che ha segnato la storia della disciplina, utilizzando una narrazione intensa e profonda per mettere in luce le fragilità di un individuo che cerca riscatto in un mondo che lo opprime.

Il secondo film, “MARTY SUPREME”, è la creazione di Josh e rappresenta una fusione tra la vita reale di Marty Reisman e riferimenti a personaggi iconici come Frank Abbagnale. In questo caso, la narrazione è caratterizzata da una velocità frenetica e da dialoghi serrati, creando un’atmosfera di urgenza e dinamismo. La rappresentazione di Timothée Chalamet, protagonista del film, offre uno sguardo su un giovane che combatte contro avversità inestinguibili, mostrando un desiderio ardente di affermarsi nel contesto hollywoodiano.

I Safdie e la loro impronta stilistica

I registi Josh e Benny Safdie, giovani ma già affermati nel panorama del cinema indipendente, sono noti per il loro approccio artigianale e per la versatilità che hanno dimostrato nel corso delle loro carriere. Spesso coinvolti in vari ruoli produttivi, dal montaggio alla gestione del suono, i Safdie hanno sviluppato uno stile distintivo che li ha resi autori di culto nel loro settore. La loro capacità di combinare elementi di realtà e finzione si riflette nei loro lavori, conferendo un’impronta unica alle loro pellicole.

La notorietà che hanno acquisito negli anni ha dato loro la possibilità di esplorare nuove tematiche e di sperimentare liberamente, rimanendo sempre legati a un cinema che affronta la lotta dell’individuo contro il sistema e le sue ingiustizie. L’interesse crescente verso il movimento del cinema indipendente ha fornito loro ulteriore slancio per realizzare opere audaci e provocatorie.

Riflessioni sul Sogno Americano

Entrambi i film esaminano la lotta per il Sogno Americano, oggi visto come un miraggio lontano e irraggiungibile. I protagonisti delle storie rappresentano figure di “underdog” che tentano di affermarsi in un mondo che sembra rigettarli. “THE SMASHING MACHINE” si muove tra toni di tristezza e rassegnazione, mentre “MARTY SUPREME” celebra un’ottusità tragica che rivela il desiderio umano di superare le avversità.

Queste narrazioni contrastanti offrono una visione profonda e articolata degli stati d’animo contemporanei negli Stati Uniti, riflettendo l’ansia e la frustrazione di una generazione che si sente intrappolata da un sistema che non offre più le stesse promesse di benessere e successo. La capacità dei Safdie di immergersi nelle esperienze di queste persone crea un legame emotivo con il pubblico, rendendo le loro opere rilevanti e significative per comprendere le dinamiche della società attuale.

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