Addio a Bruno Gagliano, la drag queen Kastadiva e la tragica causa della sua scomparsa

Il mondo dello spettacolo è sconvolto dalla tragica notizia della morte di Bruno Gagliano, noto nel panorama LGBTQIA+ italiano con il nome d’arte di Kastadiva. Il suo corpo è stato rinvenuto sul balcone di un appartamento situato nel quartiere Colle Salario a Roma. Le circostanze del decesso lasciano intendere un gesto estremo da parte dell’artista, scatenando una forte reazione all’interno della comunità che lo ha conosciuto e ammirato.

La scoperta drammatica nella capitale

Il 24 gennaio 2026, la mattina si è tinta di tristezza quando una donna, affacciandosi sul balcone di casa sua al secondo piano, si è imbattuta in una scena desolante: il corpo senza vita di Bruno Gagliano. Secondo le prime indagini, sembra che l’artista si sia tolto la vita lanciandosi dal nono piano, dove risiedeva. La notizia ha rapidamente fatto il giro dei social network, lasciando la comunità scioccata e in lutto per la perdita di un grande talento.

Le autorità hanno avviato un’inchiesta per chiarire le dinamiche della vicenda, ma già le prime informazioni suggeriscono un atto volontario, gettando un’ombra di tristezza su una vita che, nonostante il successo, nascondeva difficoltà e sofferenze.

Bruno Gagliano: la vita di un artista poliedrico

Nato ad Alcamo, un comune in provincia di Trapani, Bruno si trasferì a Roma dove si affermò come Kastadiva, una drag queen apprezzata per le sue performance carismatiche. Sin dall’infanzia, manifestò il suo talento e la sua voglia di esibirsi, ricevendo a cinque anni la sua prima parrucca. A soli diciassette anni iniziò ufficialmente la sua carriera come drag queen, affrontando anche le resistenze familiari.

Nel corso degli anni, Bruno divenne celebre anche per il suo lavoro come make-up artist, guadagnandosi un posto in eventi importanti come Muccassassina, una delle serate queer più rinomate di Roma. Il suo riconoscimento culminò nel 2017, quando vinse il titolo di Miss Drag Queen Lazio, consolidando ulteriormente la sua fama nel settore.

Bruno sapeva esprimere attraverso il suo personaggio un messaggio di libertà e accettazione, diventando un punto di riferimento non solo per gli appassionati di drag, ma per tutta la comunità LGBTQIA+. La sua capacità di emozionare e coinvolgere il pubblico lasciava un segno indelebile in chiunque avesse avuto il privilegio di assistere alle sue performance.

Il ricordo della comunità e le reazioni alla sua scomparsa

La notizia della morte di Kastadiva ha scosso profondamente non solo la comunità romana, ma anche quella nazionale. Sono stati molti i messaggi di cordoglio e di ricordo che hanno invaso i social media. Il Partito Gay ha espresso il proprio dolore dichiarando quanto questa perdita colpisca il cuore della comunità LGBT+. Hanno descritto Bruno come una delle migliori drag queen italiane, un’icona del lipsync, il cui talento rimarrà impresso nella memoria di tutti.

Diversi colleghi e amici hanno voluto ricordarlo. Imma Battaglia, attivista di spicco, ha sottolineato la pesantezza che Bruno ha vissuto nella sua vita, mentre La Diamond ha condiviso un dolce ricordo, promettendo di portare con sé l’eredità di ispirazione che Bruno ha rappresentato per lei. La nota figura di Vladimir Luxuria ha commentato la tragica notizia definendola semplicemente “brutta”, evidenziando il forte impatto che la sua scomparsa ha avuto nel mondo dello spettacolo e oltre.

La morte di Bruno Gagliano, alias Kastadiva, segna una pagina dolorosa nel libro della cultura drag italiana, lasciando un vuoto difficile da colmare.

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