Wicked – Parte 2, il coreografo Christopher Scott parla dell’uscita digitale del film musicale

Il trionfo di Wicked: una nuova era per il musical

Con l’arrivo della Parte 2 sulle principali piattaforme digitali, il cofanetto di Wicked, uno dei musical più apprezzati degli ultimi anni, si completa. Sotto la direzione del coreografo CHRISTOPHER SCOTT, questo progetto ha catturato l’immaginazione di milioni di spettatori, portando sul grande schermo una delle storie più amate del teatro musicale.

Wicked – Parte 2 non è solo un film, ma un’ambiziosa operazione cinematografica che si integra perfettamente con la sua prima parte. Giornali e critici hanno lodato la capacità di SCOTT di trasformare un’opera teatrale di successo in un’esperienza visiva indimenticabile. L’incontro con il coreografo ha rivelato gli sforzi e le sfide affrontate durante la produzione, in particolare per mantenere viva la magia del racconto.

La complessità di un grande progetto

Parlando del lavoro svolto su Wicked, CHRISTOPHER SCOTT ha descritto la sfida come “una questione di portata”. La produzione ha richiesto oltre 14 mesi di impegno intenso, tra prove e riprese. SCOTT ha evidenziato come ogni dettaglio fosse cruciale, richiedendo una precisione quasi chirurgica da parte di tutti i reparti coinvolti. Le notti trascorse a ricostruire scene e a reinventare movimenti sono state molte, a dimostrazione dell’attento lavoro di squadra necessario per realizzare un progetto così ambizioso.

Nonostante la complessità produttiva, SCOTT ha sottolineato anche la pressione emotiva che ha accompagnato il lavoro. Sapevano bene quanto Wicked significasse per il pubblico e il rispetto per questa eredità ha guidato ogni scelta. Girare le due parti consecutivamente ha rappresentato ulteriori sfide, ma SCOTT ha mantenuto una visione unitaria, considerandole sempre come un’unica narrazione, seguendo le trasformazioni emotive dei personaggi principali.

Interpretazioni eccellenti e danza autentica

Un elemento distintivo del film è stato l’uso consapevole e limitato della CGI durante le sequenze coreografiche. SCOTT ha affermato che non è mai stata fatta una vera discussione sugli effetti visivi; piuttosto, l’abilità dei ballerini è stata la priorità. “Se non riesci a ottenere qualcosa di potente avendo loro a disposizione, allora è meglio che cambi mestiere”, ha dichiarato il coreografo, rivelando l’importanza dell’autenticità nella danza.

Il risultato finale è una pellicola caratterizzata da una forte fisicità, dove ogni acrobazia emerge dalla bravura degli artisti, offrendo un’esperienza visiva ricca e coinvolgente. SCOTT ha enfatizzato l’intento di restituire al musical cinematografico una qualità tattile, rimarcando l’idea di attingere direttamente alla fonte originale dell’opera.

Un legame profondo con la storia

Fin dall’infanzia, SCOTT è stato affascinato da Wicked, avendo assistito a numerosi spettacoli teatrali, sia a Broadway che a Londra. Tuttavia, il suo obiettivo non è stato quello di replicare l’esperienza teatrale, ma di reinterpretarla per il grande schermo. Ha lodato il coraggio creativo di JOHN M. CHU e degli sceneggiatori per aver saputo onorare la storia pur innovando nel modo in cui essa viene raccontata.

Un esempio significativo di questa reinterpretazione si trova nella scena dell’Ozdust Ballroom, dove si è catturato un momento intimo tra i personaggi. Questo tipo di approccio è stata una rivelazione per SCOTT, poiché il cinema offre opportunità uniche che vanno oltre ciò che può essere realizzato su un palcoscenico.

Il cuore pulsante di Wicked

Il successo di Wicked sembra risiedere nel calore e nella dedizione di chi ha lavorato dietro le quinte e di chi fruisce del film. Per SCOTT, il momento più toccante non è stato registrato sul set, ma quando ha osservato le reazioni del pubblico in sala. “Sedermi in un angolo e vedere le persone mentre guardano il film è un’esperienza unica; a quel punto non riguarda più me, ma l’esperienza che stiamo offrendo”, ha confessato.

Alla domanda su quale coreografia lo rendesse più orgoglioso, SCOTT ha rifiutato di fare distinzioni, spiegando che ogni parte del progetto rappresenta esattamente ciò che doveva essere. La bellezza, sostiene, non si trova solo nella perfezione, ma anche nell’imperfezione e nella verità che emerge da un errore umano.

Momenti memorabili e fusioni stilistiche

Tra gli eventi più memorabili, il cameo di IDINA MENZEL e KRISTIN CHENOWETH è stato descritto da SCOTT come uno dei giorni più folli della sua vita. L’incontro tra le attrici ha preceduto la scena, con la coreografia che è emersa da una connessione umana genuina. SCOTT ha riflettuto sull’importanza di mettere la coreografia umana al di sopra di quella tecnica, offrendo uno sguardo sul lavoro collettivo che ha dato vita al film.

Le coreografie di entrambe le parti di Wicked mescolano influenze della Golden Age del musical con elementi contemporanei come popping e breaking. SCOTT sottolinea che lo stile deve sempre derivare dalla storia, mantenendo intatta la capacità di coinvolgere e sorprendere il pubblico. Questo approccio è indicativo del fenomeno cinematografico che continua a muoversi all’interno dello spettatore, ben oltre il semplice intrattenimento.

Unisciti alla Community su WhatsApp!

Non perderti le anticipazioni, i gossip e le news esclusive sulle tue serie turche preferite. Entra nella nostra community ufficiale e scopri tutto prima degli altri.

Entra nella Community
Torna in alto