Il nuovo film di Kirill Serebrennikov: un biopic controverso
Il film “La scomparsa di Josef Mengele”, diretto dal regista russo Kirill Serebrennikov, si prepara a debuttare nelle sale italiane dal 29 gennaio, distribuito da Europictures. Questo biopic eccentrico affronta il tema delle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale attraverso la figura di un medico nazista e le sue azioni avvenute nel campo di concentramento di Auschwitz Birkenau.
La pellicola trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Olivier Guez, pubblicato nel 2017, che offre un ritratto inquietante di Josef Mengele, noto per i suoi esperimenti di eugenetica sui deportati, in particolare sui bambini. La storia mette in luce i dilemmi morali e le atrocità commesse durante il conflitto, riportando alla luce un capitolo oscuro della storia recente.
Storia di una clandestinità post-bellica
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Josef Mengele riuscì a sfuggire al Processo di Norimberga, rifugiandosi in Sud America. Dopo un periodo a Buenos Aires e in Paraguay, trovò asilo in Brasile, dove pianificò la sua vita in clandestinità , cercando di rimanere lontano da qualsiasi forma di giustizia. Questa fuga dalla giustizia è uno dei temi centrali del film, evidenziando come molte figure di questo periodo storico siano riuscite a rimanere impunite e a ricostruire la propria vita lontano dai crimini perpetrati.
Il contesto della pellicola non solo esplora il passato di Mengele, ma getta anche uno sguardo sulle sue relazioni familiari, in particolare con suo figlio Rolf. Il film proposta una restituzione visiva del profondo contrasto tra le loro vite e le scelte che hanno dovuto affrontare a causa del passato di Mengele, rendendo evidente la frattura e il dolore all’interno della famiglia.
Un confronto drammatico e le sue tematiche profonde
Una clip esclusiva del film mostra un momento intenso tra Mengele e il figlio Rolf, il quale esprime il suo malcontento per dover utilizzare una falsa identità per trovare il padre. Questo dialogo mette in evidenza non solo il conflitto interno di Rolf, ma anche il giudizio e la condanna che vive in relazione alle azioni di suo padre. La scena è caratterizzata da emozioni forti e da un’immagine visiva che evidenzia il profondo solco tra i due personaggi.
Il regista Kirill Serebrennikov ha espresso il suo interesse nel trasmettere domande cruciali attraverso il film: cosa accade ai criminali di guerra quando la guerra è finita? Esiste una forma di giustizia che possa raggiungerli? Queste interrogative riguardano la possibilità di un karma, di un castigo e di una giustizia che si intrecciano con le vite delle persone coinvolte in queste vicende storiche.
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