La nuova sfida cinematografica di Chris Pratt
Chris Pratt, noto per i suoi ruoli nel Marvel Cinematic Universe, è protagonista del nuovo film prodotto da Amazon MGM, intitolato “Mercy: Sotto Accusa”. Questo lungometraggio rappresenta una tappa significativa nella carriera dell’attore, che ha descritto l’esperienza sul set come una delle più intense a cui abbia mai partecipato. La storia si svolge in un contesto futuristico e affronta temi di giustizia e moralità, ponendo interrogativi profondi sulla natura della legge e del sistema penale.
Il film, diretto da TIMUR BEKMAMBETOV, segna una svolta per Pratt, il quale si trova a interpretare un agente di polizia, il detective Chris Raven. Questo personaggio deve dimostrare la propria innocenza in un caso di omicidio che lo coinvolge direttamente, con un limite di tempo di solo 90 minuti a disposizione. L’elemento di urgenza rende la narrazione ancora più avvincente, costringendo il protagonista a confrontarsi con la propria realtà e le sue scelte passate.
Un ruolo intenso e complesso
Pratt ha dichiarato che il suo ruolo in “Mercy” rappresenta una grande sfida rispetto ai personaggi più leggeri e comici ai quali il suo pubblico è abituato. “Non avevo mai interpretato un personaggio come questo prima”, ha rivelato, sottolineando la gravità della situazione che il suo personaggio deve affrontare. La distinzione tra il suo solito modo di recitare e la serietà di questo nuovo ruolo è evidente. In effetti, il detective Raven deve affrontare un’accusa estremamente grave e riesce a esprimere il dramma interiore e l’ansia della situazione solo attraverso una performance intensa e concisa.
Particolarmente difficile è stata una scena che lo ha visto immobilizzato su una sedia per un intero blocco di riprese. Pratt ha insistito per adottare questa strategia recitativa, sentendo che avrebbe potuto amplificare la sensazione di claustrofobia e disperazione. “Pensavo che questo avrebbe aiutato la performance e restituito sensazioni di claustrofobia e di essere intrappolato”, ha affermato l’attore. Questa scelta artistica ha richiesto notevole autocontrollo, soprattutto considerando le condizioni fisiche in cui si trovava durante le riprese.
Il contesto e la trama del film
Il processo che deve affrontare non prevede giurie o possibilità di appello; si basa esclusivamente su filmati di sorveglianza e brevi comunicazioni telefoniche con testimoni. Se il tasso di colpevolezza supera il 92%, la condanna a morte viene eseguita immediatamente. Questo scenario sfida il concetto tradizionale di giustizia, mettendo in discussione la validità di un sistema che sembra promettere sicurezza, ma che, nella pratica, annulla il principio fondamentale della presunzione di innocenza. La tensione narrativa è accentuata dalla necessità di Raven di ricostruire gli eventi e dimostrare la propria verità, rendendo il film un’opera intrigante e provocatoria.
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