La Preside, le affascinanti location della serie televisiva e il loro significato narrativo

Quando una serie televisiva decide di ambientare la propria narrazione in un contesto attuale, i luoghi selezionati non possono essere considerati meri sfondi. “La Preside”, la nuova fiction con protagonista Luisa Ranieri, in onda su Rai 1 dal 12 gennaio 2026, dimostra perfettamente come l’ambientazione possa diventare parte integrante del racconto. I luoghi scelti diventano spazi vibranti, carichi di storie, contraddizioni e opportunità di riscatto sociale. Attraverso la scelta di location reali, la serie crea un universo narrativo credibile che rispecchia non solo la specificità del territorio campano ma anche le sfide comuni a molte periferie italiane.

Il percorso di Eugenia Liguori tra difficoltà e speranza

Eugenia Liguori, interpretata da Luisa Ranieri, è la dirigente scolastica protagonista della serie. La sua decisione di lavorare in un contesto complesso, segnato da alta dispersione scolastica e criminalità, segna il suo ingresso all’Istituto Anna Maria Ortese. Qui, in un ambiente difficile, combatte ogni giorno per restituire speranza agli studenti. Le aule fatiscenti e la diffidenza dei ragazzi rappresentano solo alcune delle sfide che deve affrontare. Il suo operato non si limita a un semplice insegnamento, ma diventa un vero e proprio atto di resistenza contro una realtà spesso ostile. Nel corso degli episodi, le interazioni tra Eugenia e gli studenti rivelano quanto il contesto urbano influenzi le loro scelte, rendendo evidente la necessità di un intervento educativo che faccia la differenza.

Una realtà complessa: il quartiere di Caivano

La storia di “La Preside” si svolge principalmente a Caivano, precisamente nel Parco Verde, un vasto quartiere popolare situato nell’hinterland di Napoli. Questo territorio, sorto negli anni Ottanta per far fronte all’emergenza abitativa dopo il terremoto, è caratterizzato da imponenti palazzi e spazi comuni spesso trascurati. La densità abitativa elevata ha dato vita a una realtà complessa, ricca di problemi sociali. Nella serie, il Parco Verde è rappresentato come un luogo che imprigiona i suoi abitanti, in particolare i giovani. La scuola, quindi, acquista un’importanza fondamentale; non è soltanto un edificio, ma un presidio culturale e umano che offre un’alternativa alla vita di strada. Anche se il quartiere non è sempre mostrato in modo diretto, il suo peso si avverte costantemente nel corso della trama, rafforzando il senso di responsabilità e difficoltà che affronta Eugenia nel suo lavoro.

San Giovanni a Teduccio: un contesto ricco di contrasti

Le riprese di “La Preside” si sono concentrate nella zona orientale di Napoli, in particolare a San Giovanni a Teduccio. Questo quartiere, con una storia industriale significativa e affacciato sul mare, offre un panorama urbano connotato da tratti distintivi: strade ampie, edifici popolari e fabbriche dismesse, creando un’atmosfera di resistenza e vitalità. La produzione ha saputo sfruttare questi ambienti per dare vita a una rappresentazione veritiera della periferia, evitando approcci descrittivi. Tuttavia, i murales colorati che adornano le facciate degli edifici appaiono frequentemente, fungendo da contrasto tra il degrado e il desiderio di riscatto. Da notare che San Giovanni a Teduccio si trova a circa 21 km dal Parco Verde, ma entrambi i luoghi condividono realtà simili e storie intrecciate.

Con una narrazione che esplora il dialogo tra scuola e comunità, “La Preside” affronta tematiche attuali con sensibilità e realismo. La serie, trasmessa da lunedì 12 gennaio 2026 alle 21.30 su Rai 1, rappresenta non solo una storia di lotta e dedizione, ma anche un ritratto di una società complessa in cui ogni luogo racconta una parte della storia collettiva.

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