La puntata di Propaganda Live del 28 novembre si interrompe per la decisione di Diego Bianchi

La serata di venerdì ha portato con sé un imprevisto che ha colpito il normale andamento dei palinsesti televisivi. A causa di una mobilitazione da parte dei giornalisti, molti programmi hanno subito delle modifiche previste all’ultimo minuto, creando confusione tra gli spettatori.

Un venerdì anomalo per la televisione italiana

Il 28 novembre 2025 è stato caratterizzato da uno sciopero nazionale indetto dalla Federazione della Stampa, un evento che ha avuto ripercussioni significative su diverse emittenti. La protesta, che mirava a sollecitare la riapertura del tavolo negoziale per il contratto dei giornalisti, ha provocato la cancellazione di alcuni programmi chiave. Fra questi, uno dei più attesi era sicuramente Propaganda Live, condotto da Diego Bianchi, il cui appuntamento settimanale è uno dei momenti clou del venerdì sera su La7.

La decisione di annullare l’episodio è stata presa a poche ore dall’inizio della diretta, causando non poche sorprese tra gli appassionati del programma. Al suo posto, la rete ha trasmesso un film, lasciando i telespettatori disorientati ma, in gran parte, solidali con le motivazioni dello sciopero. Nonostante questo, il cambio di programmazione ha generato numerosi commenti sui social, dove gli utenti hanno espresso opinioni contrastanti riguardo alla scelta.

La puntata di Propaganda Live del 28 novembre si interrompe per la decisione di Diego Bianchi

Le reazioni del pubblico e gli effetti sui palinsesti

Sui social media, le reazioni a questa decisione sono state varie. Molti telespettatori hanno manifestato la loro comprensione per la situazione, affermando che si trattava di una scelta giusta, anche se difficile da accettare. Alcuni hanno sottolineato come questo sacrificio potrebbe rendere il programma ancora più atteso in futuro. Tuttavia, non sono mancati scetticismi e battute ironiche sulla tempistica dello sciopero, evidenziando come la decisione di fermarsi proprio di venerdì fosse vista da alcuni come fuori luogo.

In aggiunta alla cancellazione di Propaganda Live, altri programmi hanno affrontato modifiche significative. I notiziari di Rai e Mediaset hanno trasmesso edizioni ridotte, con il conseguente adattamento della programmazione per evitare buchi nel palinsesto. Ad esempio, su Rai 1, La Vita in Diretta ha ceduto il posto alla semifinale dello Zecchino d’Oro, mentre su Radio Rai 2 non è andata in onda la puntata di La Pennicanza, trasmissione condotta da Fiorello.

Il panorama televisivo in evoluzione

Nonostante i cambiamenti e le cancellazioni, alcuni programmi hanno continuato a rispettare il loro orario di messa in onda. Quarto Grado, ad esempio, ha mantenuto il normale svolgimento. Il conduttore Gianluigi Nuzzi ha spiegato che, nonostante la situazione, era fondamentale offrire ai telespettatori un’informazione accurata e di qualità, ribadendo l’importanza dell’approfondimento in un giorno segnato dalla mobilitazione dei giornalisti.

Questo sciopero ha dunque creato un ondata di cambiamenti che ha interessato non solo i programmi più popolari ma ha anche ridisegnato l’intera serata televisiva. Ora ci si aspetta di vedere come queste dinamiche influenzeranno le future scelte editoriali delle varie emittenti, considerando l’impatto avuto sull’audience e sull’opinione pubblica.

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