Rocco Siffredi avvia azione legale contro accuse di abusi
Rocco Siffredi, noto attore del settore adult, ha deciso di intraprendere un’azione legale per difendere la propria reputazione. Il motivo di questa iniziativa è legato a delle accuse di presunti abusi sessuali che sono emerse in un servizio della trasmissione televisiva “Le Iene”. Siffredi ha presentato una querela per diffamazione contro venti individui, tra cui due autori del programma, dopo che alcuni racconti di presunte violenze sono stati trasmessi al pubblico.
Indagini aperte dalla procura di Milano
La questione è ora sotto l’attenzione della procura di Milano, che ha avviato un’indagine dopo la denuncia presentata dall’avvocato di Siffredi, Rossella Gallo. La querela è stata sporta in seguito a uno speciale andato in onda nel 2025, in cui diverse attrici avevano accusato il 61enne di averle costrette a partecipare a scene di film per adulti contro la loro volontà. Le testimonianze raccolte nel programma hanno sollevato interrogativi sulla reale libertà di scelta delle attrici coinvolte.
Secondo le informazioni riportate da Repubblica, il fascicolo dell’indagine comprende i nomi di venti persone, con due di queste non identificate. Tra i nomi figurano quelli di autori del programma Mediaset e attrici che hanno preso parte ai film di Siffredi. L’attore ha definito gli episodi narrati come parte di una “campagna diffamatoria” volta a danneggiare la sua immagine.
Siffredi respinge le accuse e parla di complotto
Durante il suo intervento, Rocco Siffredi ha rigettato categoricamente tutte le accuse, affermando che le sue relazioni sul set sono sempre state consensuali. Ha descritto la situazione come un complotto orchestrato contro di lui, affermando di essere vittima di una campagna mediatica mirata a screditarlo. La prima querela risale all’estate del 2025, e negli ultimi mesi c’è stata un’integrazione con l’aggiunta di ulteriori documenti a supporto della sua posizione.
Il materiale presentato include anche registrazioni integrali delle pellicole hard, liberatorie firmate dalle attrici e precedenti interviste nelle quali alcune di loro avrebbero parlato di Siffredi in termini molto meno accusatori. Queste prove sono destinate a dimostrare l’innocenza dell’attore e a contestare fermamente le affermazioni fatte nel corso del programma.
Reazione de “Le Iene” alle accuse
In risposta all’azione legale di Rocco Siffredi, la redazione di “Le Iene” ha pubblicato un comunicato stampa. Nel documento, si sottolinea che lo speciale trasmesso nel 2025 aveva lo scopo di stimolare una riflessione sulle tematiche legate al consenso, un argomento di rilevante importanza sociale. Il programma ha ribadito di aver operato con professionalità e trasparenza, affermando di aver esercitato il diritto di cronaca su una questione di pubblico interesse.
In particolare, il comunicato fa notare come la maggior parte delle donne che subiscono violenze non si senta in grado di parlarne o di denunciarle, segnalando la necessità di affrontare questi temi in modo serio e aperto. La redazione esprime sorpresa nel constatare come l’attenzione mediatica si sia spostata verso la versione dell’attore piuttosto che sulle testimonianze delle presunte vittime, evidenziando così la complessità e la delicatezza della situazione.
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