Mogol premiato a Sanremo per la critica, pronto a diventare pompiere dopo l’onorificenza dai vigili

Giovedì sera, il 26 febbraio 2026, il palcoscenico dell’Ariston ha ospitato un momento straordinario per la musica italiana. Giulio Rapetti, meglio conosciuto come Mogol, è stato insignito di un prestigioso premio alla carriera. Con una carriera che attraversa diverse generazioni, il paroliere ha espresso la sua gioia per il riconoscimento ricevuto, definendo l’onore come qualcosa di estremamente significativo. Carlo Conti, il direttore artistico del Festival, ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza di Mogol e il suo contributo duraturo alla musica e al festival stesso, ricordando i suoi novant’anni e il valore che ha portato nel panorama musicale.

Un Premio Speciale per un Grande Maestro

Durante la cerimonia, Mogol ha condiviso il suo entusiasmo riguardo al premio, rivelando anche alcuni dettagli sulla sua vita professionale. Ha scherzato dicendo che, dopo la premiazione a Sanremo, avrebbe dovuto partire immediatamente per ricevere un’onorificenza da parte dei vigili del fuoco, poiché ha contribuito all’inno di questa importante istituzione. La sua personalità sembra riflettere la passione per la musica e l’amore per il suo paese, con dichiarazioni che mettono in luce la sua fortuna di poter esplorare vari ruoli, passando dall’essere paroliere a quasi “un vigile del fuoco”.

Un altro aspetto interessante della sua carriera rimane la schiera di successi ottenuti a Sanremo. Mogol può vantare quattro vittorie, un traguardo che dimostra la sua maestria nella scrittura di testi memorabili. I titoli delle canzoni vincitrici rimangono impressi nella memoria collettiva, simboli di un’epoca d’oro della musica italiana. La connessione emotiva che riesce a trasmettere attraverso le parole e le melodie è stata un fattore fondamentale per il suo successo duraturo.

I Ricordi di una Vita Dedicata alla Musica

Mogol ha anche fatto un tuffo nella memoria, parlando di “Dormi amore”, una canzone scritta con Gianni Bella e cantata da Adriano Celentano. Per il paroliere, questa canzone rappresenta un omaggio personale dedicato a sua moglie Daniela e affronta il tema dell’amore eterno, trasformando un addio in un tributo alla vita. Le parole di Mogol risuonano con affetto quando menziona Gianni Bella, un artista che ha contribuito in maniera significativa alla musica, evidenziando come il suo talento fosse ancora più prezioso prima di affrontare l’ictus.

Le emozioni legate ai ricordi personali si intrecciano con riflessioni più ampie sul Festival di Sanremo. Sebbene non segua sempre lo show, Mogol ha affermato di apprezzarlo molto e di considerarlo un evento di grande importanza per gli italiani. La sua apertura alle evoluzioni del festival suggerisce una comprensione delle dinamiche contemporanee della musica e dell’intrattenimento.

La Visione di Mogol sulla Musica Contemporanea

Quando si parla di musica attuale e delle sue intersezioni con la politica, Mogol ha mantenuto una posizione chiara. Ha confessato di non ascoltare frequentemente le nuove proposte musicali e di non volere esprimere giudizi sul cast degli artisti in gara. “La musica non ha nulla a che fare con la politica”, ha dichiarato, ribadendo che essa è neutra e deve essere apprezzata per il suo valore qualitativo, senza lasciare spazio a divisioni ideologiche.

Infine, si è espresso anche sulla polemica riguardante Giorgia, avvenuta l’anno precedente. Secondo lui, le critiche erano ingiuste e derivate da una mancanza di comprensione del cambiamento nel modo di comunicare attraverso la musica. Mogol ha voluto chiarire il suo intento di supportare l’artista, evidenziando come oggi la performance vada oltre la semplice esibizione vocale. La sua visione offre uno spaccato della sua lunga esperienza nel settore e del suo desiderio di vedere l’evoluzione della musica senza pregiudizi.

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