Le confidenze di un veterano del giornalismo
Vittorio Feltri, figura di spicco nel panorama mediatico italiano, condivide le sue riflessioni in un’intervista che rivela la sua sottile frustrazione nonostante l’apprezzamento per la direzione attuale del suo giornale. Il pensiero di Feltri corre indietro nel tempo, alla memoria di Indro Montanelli, un suo predecessore autorevole, descritto come un genio del giornalismo e un convinto sostenitore della destra. Secondo Feltri, Montanelli ritenne di essere il vero capo dell’area politica fino a quando Silvio Berlusconi non prese il timone, portando inevitabilmente a tensioni tra i due. Tuttavia, nonostante le divergenze professionali, i legami tra i due uomini si mantennero solidi, sottolineati da un’amarissima ironia: Montanelli, commentando la gestione del Giornale da parte di Feltri, lo paragonò alla triste condizione di un figlio affetto da dipendenze.
Un percorso di vita ricco di sfide
L’autobiografia di Feltri è intrisa di momenti difficili che hanno forgiato il suo carattere e il suo successo. Cresciuto in condizioni estremamente modeste, ha iniziato la sua carriera lavorativa come fattorino guadagnando ventimila lire al mese, per poi emergere nel mondo del giornalismo. Con una rinnovata determinazione, Feltri smentisce l’immagine di un bevitore incallito, presentandosi piuttosto come un “cinico travestito da sentimentalista”. Questo lato del suo carattere lo ha spinto ad esporsi pubblicamente per difendere Enzo Tortora, riconoscendo apertamente l’errore giudiziario che aveva colpito l’uomo innocente, affermando che anche la persona meno perspicace avrebbe compreso la verità sulla sua innocenza.
Dolori e rimpianti nella vita personale
Nell’intervista, Feltri affronta anche uno dei periodi più bui della sua vita: la tragica perdita della prima moglie avvenuta durante il parto delle loro due figlie. Questo evento segnò profondamente il suo cuore, rendendolo vedovo nello stesso giorno in cui divenne padre. Il dolore di quella perdita lo ha accompagnato nel corso degli anni, insieme ai rimpianti per le parole usate nei confronti di Bettino Craxi, rivolte al leader socialista con un soprannome che oggi sente di dover ritrattare. L’intensità del suo pentimento offre uno spaccato della fragilità umana, simboleggiando quanto sia complesso il rapporto tra personalità pubbliche e le loro azioni.
Riflessioni sulla vita e sull’aldilà
Nel finale dell’intervista, Feltri si abbandona a riflessioni nostalgiche sui cavalli che ha amato e sul tema dell’aldilà. Tra una sigaretta e l’altra, esprime un sentimento di inquietudine nei confronti della morte, ma senza mai manifestare una vera paura. Con il suo tipico spirito dissacrante, mantiene un tono provocatorio, facendo una battuta finale sul segreto della longevità: “Non morire”. Questa affermazione racchiude la sua filosofia di vita, un’espressione di determinazione e di resistenza mentre continua a navigare tra le sfide quotidiane della sua professione e della vita personale.
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