Vittoria Lombardo riflette sulla sua autorità in cucina e sul rimpianto di non aver incontrato Massari

Vittoria Lombardo ha concluso la sua avventura a MasterChef Italia, portando con sé nuove consapevolezze e interrogativi. All’età di 36 anni, impiegata e imprenditrice nell’azienda di famiglia a Reggio Emilia, il suo passaggio nel talent culinario è stato più di una semplice competizione gastronomica; è stato un percorso di crescita personale che ha messo alla prova le sue certezze e il suo ruolo all’interno della sua vita.

Un’infanzia complessa e le sfide familiari

Cresciuta in un contesto familiare dove l’unità era assente, Vittoria ha imparato presto ad affrontare responsabilità adulte. Dopo il divorzio dei genitori, è diventata non solo sorella maggiore, ma anche figura materna per i suoi fratelli. La sua giovinezza è stata segnata da difficoltà, come la convivenza con la madre e il compagno di lei, creando una situazione familiare tumultuosa. Questa situazione l’ha spesso costretta a cercare rifugio al di fuori delle mura domestiche. Sebbene si descriva come una ragazza ribelle, afferma di aver incontrato persone straordinarie lungo il cammino.

Dopo il liceo, Vittoria ha intrapreso subito un percorso lavorativo, sperimentando vari impieghi fino a fondare una società insieme alla madre e alle sorelle. Questo passo ha forgiato il suo carattere forte e determinato, rendendola abituata a prendere decisioni importanti. L’arrivo a MasterChef ha rappresentato un punto di svolta imprevisto nella sua vita, permettendole di riflettere sul significato della cucina e sulla sua importanza. Da hobby, la cucina potrebbe evolversi in un progetto concreto, anche se attualmente non ha chiaro quale direzione prendere.

La scoperta di sé attraverso la cucina

Nel confronto con le varie situazioni di MasterChef, Vittoria ha avuto modo di esplorare lati di sé che non si aspettava di scoprire. Ha rivelato di essere rimasta sorpresa dalla sua stessa sensibilità e dall’emotività che ha provato durante il programma. In contrasto con il suo ruolo autoritario nella vita lavorativa quotidiana, ha trovato che il contest la portava a sentirsi vulnerabile, un aspetto che inizialmente credeva di saper gestire con maggiore sicurezza.

Uno dei momenti salienti del suo percorso è stato senza dubbio il test dell’argilla, nel quale si è distinta tra i migliori concorrenti. Questa esperienza ha segnato un cambiamento decisivo nella sua visione e autostima, facendole comprendere che era pronta a competere seriamente. Tuttavia, non sono mancati i rimpianti. Vittoria ha ammesso di desiderare di affrontare altre prove, come quella di pasticceria, o di avere un’altra opportunità per mettersi alla prova in esterna. Non nasconde nemmeno il desiderio di incontrare il maestro Iginio Massari, figura che sarebbe stata importante per lei.

Il legame con i giudici e l’importanza della famiglia

Il rapporto con i giudici di MasterChef non è stato sempre facile, ma Vittoria l’ha descritto come autentico. Inizialmente spaventata da Barbieri, ha trovato in lui un supporto inaspettato, mentre ha espresso il desiderio di approfondire la relazione con Cannavacciuolo, chef con cui non è riuscita a stabilire un legame durante il programma. Fuori dal contesto culinario, la vera forza di Vittoria risiede nella sua famiglia. È legata a Cosimo, un amico d’infanzia che è diventato il suo compagno di vita, con cui condivide un figlio, Samuele, di quattro anni. Grazie alla nascita di suo figlio, Vittoria ha riacquistato un legame con il padre, prima della sua scomparsa tre anni fa, un evento significativo che ha influenzato profondamente la sua vita.

Verso un futuro incerto ma promettente

Riguardo alla possibilità di vincere MasterChef, Vittoria si mostra prudente, facendo alcuni nomi di altri concorrenti che potrebbero avere buone chance di successo. La sua determinazione e autenticità emergono chiaramente, nonostante l’assenza di un titolo alla fine della competizione. Per Vittoria, la cucina ha smesso di essere solo un passatempo; è diventata un’area della vita in cui la fragilità può essere considerata una forza. Mentre riflette su questo cambiamento, è chiaro che ha già iniziato a credere nel suo potenziale e nelle possibilità future che la cucina potrebbe offrirle.

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