Il racconto di un attore autentico
Ci sono momenti nella vita in cui si è costretti a fermarsi, non per volontà, ma perché qualcosa dentro di noi si rompe o evolve. In quei frangenti, il personaggio cessa di esistere e ciò che rimane è la persona reale. Questo è il tema centrale del dialogo con Vince Vivenzio, noto per la sua interpretazione nel film “Campo di battaglia” di Gianni Amelio. Questa conversazione non è solo un’intervista, ma una riflessione sincera di un uomo che ha deciso di rimanere fedele a se stesso in un settore dove l’apparenza spesso prevale sull’essenza. Vivenzio parla di fragilità, amore e identità maschile, toccando corde profonde sulla sua esperienza e sul suo desiderio di autenticità. Le sue parole sono un invito a guardarsi dentro e a comprendere chi siamo realmente al di là delle etichette sociali.
Riflessioni sulla propria crescita professionale
Quando si parla della propria carriera, Vivenzio sottolinea l’assenza di risposte semplici. Riflessioni sul suo percorso lo portano a valutare i successi e le sfide vissute. Mentre riconosce di aver intrapreso la strada giusta, sente anche di non aver ancora raggiunto tutti gli obiettivi desiderati. Quest’anno ha lavorato a un film per la televisione, “Un futuro aprile”, che andrà in onda su Rai 1, e ha scritto uno spettacolo teatrale, mostrando così la sua evoluzione personale e artistica. Vivenzio afferma di trovarsi in un periodo di crescita interiore, sentendosi in sintonia con se stesso, indipendentemente dai risultati esterni. La preparazione e l’esperienza accumulate nel tempo lo hanno portato a una nuova consapevolezza, un punto di partenza per ulteriori realizzazioni future.
Dai primi passi nella recitazione
Riflettendo sul suo punto di partenza, Vivenzio ricorda l’importanza del contesto geografico e culturale nella sua formazione come attore. Cresciuto in un ambiente privo di legami con il mondo dell’arte, ha faticato per trovare il proprio spazio. Ricorda con nostalgia il desiderio ardente di diventare attore, una vocazione che ha coltivato senza alcun sostegno. Ha affrontato incertezze e difficoltà, fino a iscriversi a un’accademia di cinema a Napoli, compiendo viaggi quotidiani tramite mezzi pubblici. Da lì, il suo percorso lo ha portato a Roma, affrontando la dura realtà del cinema italiano. Vivenzio considera questo passaggio come una sfida significativa, affrontata con determinazione, nonostante il timore di essere visto come diverso rispetto ai suoi coetanei.
Una carriera oltre le opportunità immediate
Vivenzio parla del suo sogno iniziale di diventare un attore non solo per recitare sporadicamente, ma per farne un lavoro a tempo pieno. Tuttavia, riconosce che in Italia è complicato vivere solo di recitazione. Anche attori affermati spesso devono integrare le proprie entrate con altri impegni. La pressione del mercato e la continua rotazione di nuovi volti lo portano a considerare la sua scelta artistica come una strada tortuosa, dove la qualità a volte sembra sacrificata sull’altare della quantità. Condivide la frustrazione di non riuscire a vivere appieno della sua arte, pur avendo conseguito alcune importati esperienze che lo hanno aiutato a crescere e a maturare artisticamente.
Rifiuto dell’immagine superficiale
Vivenzio riflette sulle opportunità di sfruttare la propria immagine, ma confessa di non aver mai voluto seguire questa strada. Proviene da una famiglia che non gli ha dato strumenti per navigare nel mondo dello spettacolo, e si è trovato a dover seguire la propria via. Nonostante le numerose occasioni di emergere attraverso l’immagine, ha scelto di investire nella sostanza, convinto che il tempo premierà il merito. I cambiamenti nella società e nell’industria lo hanno portato a capire che talvolta l’assenza di un’esposizione eccessiva può avere conseguenze negative per la propria carriera. Il suo approccio, mirato alla sostanza prima dell’apparenza, lo ha sempre contraddistinto.
Il peso del sacrificio nella carriera artistica
Durante il suo racconto, Vivenzio descrive il sacrificio personale come uno degli aspetti più impegnativi del diventare attore. Riconosce che questo mestiere non è una mera scelta professionale, ma una vera e propria chiamata che implica rinunciare a molte cose. La sua dedizione alla preparazione e alla formazione ha comportato la perdita di opportunità, ma lui crede che sia stata una scelta valida. Ispirandosi a colleghi come Pierfrancesco Favino ed Elio Germano, apprezza il valore di un percorso autentico e impegnato, essenziale in un’epoca in cui la facilità di accesso ai ruoli può penalizzare chi ha dedicato anni alla formazione. Vivenzio conosce bene le insidie dell’industria, e sa che la crescita richiede tempo, resilienza e pazienza.
Insegnare per recuperare un senso di appartenenza
Viene naturale a Vivenzio collegare la sua voglia di insegnare alla ricerca di contatto e di condivisione. Rivedendo in ragazzi che aspirano a diventare attori il suo passato, desidera offrire le opportunità che lui non ha avuto. La sua esperienza lo ha guidato a creare spazi in cui i giovani possano esprimersi e formarsi. Vuole essere quel mentore che avrebbe voluto avere, evitando la superficialità di un mondo che spesso premia la visibilità al posto del valore. Investendo nel percorso di crescita altrui, Vivenzio trova un nuovo scopo e soddisfazione a livello personale, contribuendo al panorama artistico in modo significativo.
Scoperta e riscoperta attraverso la creatività
Vincere delle sfide personali e professionali ha costretto Vivenzio a riconsiderare il suo rapporto con l’arte e la scrittura. Grazie a una serie di eventi inaspettati, ha scoperto una passione per la scrittura, che si è rivelata terapeutica. La scrittura in dialetto napoletano è diventata un mezzo per esplorare le sue emozioni e la sua storia personale. Il ritrovamento di un quaderno appartenente a suo padre ha innescato un processo creativo che ha portato alla vittoria di premi letterari. La scrittura, nata da un dolore profondo, è diventata una chiave di lettura per comprendere se stesso e il suo passato, un viaggio catartico che continua a influenzare il suo lavoro e la sua vita.
Un futuro di progetti e nuove emozioni
Vivenzio è entusiasta del suo prossimo progetto televisivo, “Un futuro aprile”, basato su eventi reali. Interpreta il fidanzato di una madre coinvolta in una drammatica vicenda, e questa opportunità rappresenta per lui una tappa significativa. La sua carriera è segnata dalla volontà di raccontare storie di grande impatto emotivo, e il desiderio di portare alla luce verità scomode è costante. Ogni ruolo affrontato è una nuova occasione di crescita e una nuova possibilità di esplorare facce diverse della vita umana. Vince, con il suo talento e il suo impegno, continuerà a lasciare una traccia profonda nell’arte, cercando sempre di rimanere fedele a se stesso.
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