Tommaso Cerno, noto giornalista e direttore de Il Giornale, si prepara a lanciare una nuova striscia informativa quotidiana su Rai 2. Tuttavia, la sua nomina ha già sollevato polemiche tra alcuni esponenti politici, in particolare del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Le critiche si concentrano sull’uso della Rai come piattaforma per la propaganda politica, con oppositori che invocano trasparenza e imparzialità nei programmi di servizio pubblico.
Il nuovo programma di Tommaso Cerno su Rai 2
Il programma condotto da Tommaso Cerno debutterà il 3 marzo, prima del Tg2, alle ore 12. Sarà realizzato in un doppio studio situato a Roma e Milano. Cerno, già nota figura della comunicazione, avrà come collaboratore Alessandro Usai, vincitore di precedenti successi come autore negli spazi televisivi. Nonostante la conferma della data da parte de La Stampa, ci sono stati momenti di indecisione che hanno portato a considerare uno slittamento del programma all’inizio dell’estate. La trasmissione affronterà i principali temi di attualità, rendendola attesa da un vasto pubblico.
Le reazioni politiche e le proteste
L’annuncio ha scatenato un’ondata di reazioni politiche. Alcuni membri del PD hanno richiesto chiarimenti ai vertici della Rai in merito alla decisione di affidare un programma a Cerno, ritenendo questa scelta un tentativo di influenzare l’opinione pubblica attraverso il servizio pubblico. Secondo le critiche, la Rai sarebbe utilizzata come uno strumento di propaganda politica, soprattutto in vista di importanti appuntamenti elettorali. Gli esponenti del PD parlano di “emergenza democratica”, sottolineando la necessità di garantire neutralità nei programmi informativi, specialmente durante un periodo così delicato per il panorama politico.
Le contestazioni del Movimento 5 Stelle
Anche il Movimento 5 Stelle ha espresso il proprio dissenso riguardo alla conduzione di Cerno. I rappresentanti del partito hanno pubblicato un comunicato ufficiale, riaffermando che la sua presenza sulla rete pubblica è inaccettabile. Si fa riferimento ai presunti comportamenti di Cerno durante la sua direzione al Giornale, dove avrebbe avviato una campagna contro la Rai e il programma Report, rendendolo un soggetto controverso per il servizio pubblico. La senatrice Dolores Bevilacqua ha guidato la chiamata alla rimozione di Cerno dalla Rai, evidenziando che la striscia informativa non può essere gestita da chi ha attaccato pesantemente l’ente.
Il dibattito sul ruolo dei giornalisti nella Rai
La questione non si limita a Cerno, ma tocca anche il tema più ampio del ruolo dei giornalisti nel servizio pubblico. La senatrice di Italia Viva, Dafne Musolino, ha commentato il dibattito, affermando che non ci si dovrebbe focalizzare esclusivamente su di lui come simbolo del problema. Le sue osservazioni rimarcano come diversi giornalisti possano avere posizioni schierate, ma questo non debba necessariamente compromettere l’imparzialità della programmazione. L’argomento solleva interrogativi sull’equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità informativa, cruciali per mantenere la fiducia del pubblico nei media.
Questo confronto tra politica e informazione rappresenta un tema centrale nella discussione attuale sulla Rai. Con l’approssimarsi del debutto di Cerno, è chiaro che le dinamiche di potere, le aspettative del pubblico e le preoccupazioni per un’informazione equa saranno al centro dell’attenzione. L’epilogo di questo dibattito potrebbe influenzare non solo la carriera di Cerno, ma anche il futuro del servizio pubblico italiano.
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