Susanna Galeazzi ricorda il padre Gian Piero: il suo aneddoto dei 12 cornetti e il silenzio di Mara Venier

La figura di Gian Piero Galeazzi, noto telecronista sportivo scomparso cinque anni fa, continua a vivere nella memoria di chi lo ha conosciuto. Sua figlia, Susanna Galeazzi, condivide ricordi toccanti e aneddoti su un padre affettuoso e complicato. La sua voce resta viva nei racconti che la conduttrice e giornalista di 46 anni offre, un tributo a un uomo che ha fatto la storia della televisione italiana.

Riflessioni su un padre indimenticabile

Susanna descrive con dolcezza l’impatto che Gian Piero ha avuto sulla sua vita. Malgrado le frequenti assenze dovute al lavoro, non si è mai sentita trascurata. Un padre speciale, ma con tratti comuni a molti: si arrabbia quando la figlia riceve multe in motorino più che buoni voti. È un ritratto di una relazione di complicità e amore, in cui i momenti di confronto sono resi vividi dai ricordi di cene familiari e momenti di spensieratezza, come quelli trascorsi da Gigi Proietti, dove Gian Piero era solito godere del tramonto con la stessa intensità con cui viveva il suo lavoro.

I racconti di Susanna rivelano anche il lato umano di un uomo dedito agli eccessi, capace di stupire con storie incredibili legate al cibo, come quando al Foro Italico mangiò dodici cornetti o divorò cinque piatti di risotto in un solo pasto. Gian Piero non era soltanto un telecronista amato dal pubblico, ma un personaggio vivace che si divertiva a intrattenere le persone. Le sue performance a “Domenica In” sono memorabili, quando si esibiva cantando e ballando, dimostrando che per lui la comunicazione autentica era fondamentale. I suoi tentativi di conquistare il pubblico rispecchiavano un desiderio di mostrarlo per ciò che realmente era, nonostante la vita frenetica che lo aveva costretto a rinunciare a momenti di svago nella gioventù.

Ricordi di collaborazioni e rivalità

La relazione tra Gian Piero e Mara Venier è un argomento di discussione per Susanna. Rievoca con affetto il legame tra suo padre e la nota conduttrice, evidenziando l’affetto reciproco durante gli anni di collaborazione, che sembra essersi offuscato con il tempo. Dopo la sua morte, la mancanza di un messaggio da parte di Mara ha colpito profondamente Susanna, lasciandola con un senso di tristezza e disillusione. Questi sentimenti riflettono le dinamiche complesse di un ambiente professionale carico di ambizioni e rivalità, dove anche le amicizie possono trasformarsi in tensioni.

Inoltre, Susanna ricorda con nostalgia il clima lavorativo delle redazioni, segnato da competizione e invidie. Sottolinea come, nonostante gli ostacoli, alcuni colleghi come Mario Giobbe ed Enrico Tonali siano stati un supporto costante per suo padre, mantenendo intatti i rapporti di amicizia. La narrazione di queste esperienze mette in luce sia le sfide che le gioie di una carriera nel mondo dello spettacolo, dove l’umanità emerge attraverso le interazioni tra colleghi e le pressioni dell’industria.

Un legame che supera la morte

Guardando ai giorni finali di Gian Piero, Susanna si sofferma sull’amore che prova per lui, un sentimento che non si è attenuato con il passare del tempo. Rievoca i momenti in cui, senza pensarci, si trovava a telefonargli, cercando conforto nella sua presenza anche se fisicamente assente. Il ricordo di lui, con le braccia alzate al cielo mentre esclamava “Andiamo a vincere!”, diventa un simbolo di un conferimento di forza e motivazione che ha sempre trasmesso. Questa connessione emotiva rimane forte, testimoniando quanto il legame tra padre e figlia possa prosperare anche dopo la perdita, mostrando che l’amore vero non conosce fine e continua a ispirare nelle piccole cose quotidiane.

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