Il percorso di Amybeth McNulty in Stranger Things
L’attrice AMYBETH MCNULTY, nota per il suo ruolo di Vickie nella quinta e ultima stagione di Stranger Things, ha condiviso la sua straordinaria esperienza all’interno del popolare universo creato dai fratelli DUFFER. Si è unita al cast della serie nella quarta stagione interpretando Vickie, un personaggio che evolve da studentessa a infermiera e che si rivela essere la fidanzata di Robin Buckley, interpretata da MAYA HAWKE.
Nel corso di un’intervista recente, AMYBETH ha rivelato come la sua passione per la serie l’abbia sostenuta durante il processo di audizione. La giovane attrice ha spiegato che la sua conoscenza delle dinamiche dello show ha influito positivamente sulla sua prestazione. La sensazione di far parte di un progetto così amato l’ha motivata a dare il massimo, nonostante le sue iniziali insicurezze sul fatto di essere selezionata per un ruolo in un contesto tanto prestigioso.
L’emozione di ottenere il ruolo di Vickie
Quando AMYBETH ha ricevuto la notizia di essere stata scelta per il ruolo, l’emozione è stata travolgente. Ha raccontato di aver reagito con urla e lacrime, comunicando ai suoi cari la gioia di quel momento. Tuttavia, il periodo di audizioni era stato complicato per lei, in quanto ha vissuto una perdita profonda con la scomparsa dei suoi genitori durante quegli anni difficili. Con il senno di poi, ha riconosciuto che le parole rassicuranti degli addetti ai lavori durante il casting si sono rivelate profetiche.
Nata da un padre irlandese e una madre canadese, AMYBETH ha fatto il suo esordio nel mondo della recitazione a soli 14 anni nello show Chiamatemi Anna, prima di unirsi al cast di Stranger Things. La sua carriera fino ad ora ha messo in luce non solo il suo talento, ma anche la sua capacità di affrontare tematiche importanti attraverso i suoi ruoli.
Rappresentazione e identità nella serie
Inoltre, AMYBETH MCNULTY ha parlato della rilevanza della rappresentazione LGBTQ+ all’interno di Stranger Things. Ha condiviso la sua esperienza personale di coming out come bisessuale all’età di 16-17 anni, sottolineando l’importanza di rappresentare personaggi queer in storie mainstream. Ha descritto come, nonostante le sfide, il supporto della comunità e la sua visione artistica la motivino a rendere giustizia ai ruoli che interpreta.
AMYBETH ha anche riflettuto sulle reazioni ricevute nella sua città natale dopo il coming out, osservando come alcuni adulti si siano preoccupati per lei, mentre lei non sentiva la necessità di scusarsi per la propria identità. Questa consapevolezza le dà forza per interpretare ruoli che riflettono esperienze simili a quelle che molti giovani affrontano oggi. Sottolinea come le storie queer non debbano essere trattate come centrali, ma come un aspetto di una narrazione più ampia che include anche la lotta contro mostri e altre sfide tipiche degli anni ’80. Questo va oltre l’identità sessuale, facendosi portavoce di una storia umana universale.
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