Essere genitori è un compito che richiede impegno e dedizione, come ben sa Stefano Accorsi. A 54 anni, l’attore italiano condivide le sfide e le gioie del suo ruolo di padre, sottolineando l’importanza di essere un esempio per i propri figli. Con quattro bambini a cui fa da guida, Accorsi riflette su come la vita familiare si intrecci profondamente con la sua carriera professionale.
Un amore che supera le differenze
Dal 2015, Stefano Accorsi è legato a Bianca Vitali, dalla quale ha avuto due figli. La loro relazione è caratterizzata da una marcata differenza di età di circa vent’anni, ma entrambi sembrano convivere serenamente con questo aspetto. Accorsi afferma che non hanno mai considerato questa differenza come un problema, definendo il loro rapporto un “amore bello”. Questa unione si dimostra solida anche nella loro gestione della genitorialità, dove entrambi si completano a vicenda nel crescere i propri ragazzi.
Il concetto di proteggere i figli senza soffocarli è un principio fondamentale per Accorsi. Sottolinea l’importanza di fornire ai bambini gli strumenti necessari per diventare autonomi. Esemplificando il suo approccio educativo, racconta di come suo figlio maggiore, avuto dalla precedente relazione con Laetitia Casta, stia studiando all’università e lavori come cameriere a Parigi. Stefano e Bianca hanno incoraggiato questa esperienza lavorativa, poiché ritengono importante che i figli apprendano il valore del lavoro e l’importanza di guadagnare.
Accorsi riconosce anche il merito di Bianca nella educazione dei figli, evidenziando le sue capacità organizzative e il metodo di studio che ha trasmesso ai ragazzi. Ogni membro della famiglia ha un ruolo specifico nelle dinamiche quotidiane, rendendo l’ambiente domestico armonioso e funzionale. La leggerezza con cui Stefano descrive le piccole responsabilità dei figli, come quella di Lorenzo nel prendersi cura dei gatti, aggiunge un tocco di umorismo al quadro familiare.
Una carriera tra alti e bassi
La carriera di Stefano Accorsi è stata costellata di successi ed esperienze significative sin dalla giovane età. Iniziò il suo percorso artistico sotto la direzione di Pupi Avati, partecipando a vari progetti che lo portarono alla ribalta. Tra questi, ricordiamo spot pubblicitari e film che lo consacrarono definitivamente nel panorama cinematografico italiano, come “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” e “Radiofreccia”.
L’apice della sua carriera si raggiunse nel 2001, anno in cui recitò in pellicole di grande successo come “La stanza del figlio”, “L’ultimo bacio” e “Le fate ignoranti”. Accorsi ricorda quel periodo come uno dei momenti più entusiasti della sua vita, sentendosi invincibile e nel pieno delle sue potenzialità. Tuttavia, questo successo fu seguito da un periodo di crisi personale e artistica, caratterizzato da paure e insicurezze.
Durante la sua assenza dai set italiani, complicata da un trasloco in Francia, accarezzava il timore di non riuscire più a ottenere il successo di un tempo. Questa fase di riflessione lo ha portato a confrontarsi con le proprie ambizioni e ansie, domandandosi se avrebbe ritrovato mai la sua strada nel cinema italiano.
Un’icona di fascino senza tempo
Oltrepassando la soglia dei cinquant’anni, Accorsi continua a rappresentare un sex symbol nel cinema italiano. Rispondendo ai commenti sulla sua immagine, l’attore si mostra sorpreso ma anche compiaciuto. La sua presenza scenica rimane forte, e il suo ultimo ruolo in un film di Gabriele Muccino, dove interpreta un uomo di mezza età alle prese con le frustrazioni e la vita, ne è la prova evidente.
Per Stefano, l’allenamento fisico è più di una semplice routine; è un modo per sentirsi bene e mantenere un equilibrio nel suo stile di vita. Crede fermamente che vivere bene sia tanto importante quanto vivere a lungo e, attraverso la corsa, riesce a trovare ispirazione e creatività, anche se ammette che non tutte le idee sono geniali.
La narrazione del suo personaggio nel film affronta tematiche complesse, come il tradimento e le relazioni interpersonali. Accorsi chiarisce che, sebbene possa sembrare di riflettere esperienze comuni, la sua vita privata non ha mai incluso situazioni simili a quelle del suo personaggio, evidenziando il confine tra arte e vita reale che lui stesso percepisce.
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