Sanremo 2026, analisi dei testi delle canzoni in gara: accoglienza negativa da parte della stampa

Pubblicato il 22 febbraio 2026, Sanremo si prepara a dare il via alla sua edizione annuale. Con l’inizio fissato per martedì 24 febbraio, le prime interazioni con i testi delle canzoni in gara hanno già suscitato diverse reazioni, tra cui una valutazione non entusiastica da parte di esperti del settore.

Analisi dei testi in gara: un esame critico

In vista dell’attesissima manifestazione musicale, il professor Lorenzo Coveri, attento osservatore della scena canora italiana, ha offerto un’analisi approfondita delle canzoni presentate, focalizzandosi sugli aspetti letterari. Questo studio preliminare è stato condotto prima della performance completa sul palco del teatro Ariston. Il risultato di questa analisi è un quadro che, secondo Coveri, risulta piuttosto piatto e privo di significativi colpi di scena.

La critica principale riguarda l’approccio moderato dei brani, che non si distaccano in modo significativo dalla media. Come evidenziato da Coveri, questo Festival sembra seguire uno stile “prudentemente normale”, lasciando gli ascoltatori in una sorta di limbo, senza entusiasmi né delusioni eccessive. Anche se alcuni artisti come Ermal Meta riescono a spiccare, complessivamente il livello di creatività e di audacia dei testi non sembra all’altezza delle edizioni passate.

Coveri ha anche notato un cambiamento nel linguaggio utilizzato nei testi, meno ricco di espressioni forti e colorite rispetto agli anni precedenti, segnando un’evoluzione verso contenuti più “puliti”. Questo passaggio potrebbe riflettere una tendenza generale a voler comunicare messaggi comuni senza eccessi, ma ha sollevato interrogativi sulla vitalità narrativa della canzone d’autore in questa edizione.

Il panorama degli artisti: chi brilla e chi delude

Quando ci si addentra nel mondo degli artisti partecipanti, emergono figure che tentano di ampliare orizzonti tematici, ma la maggioranza sembra rimanere ancorata ai tradizionali argomenti amorosi. Autori come Dargen D’Amico ed Ermal Meta si contraddistinguono per cercare di distaccarsi dai cliché delle relazioni problematiche, ma sono pochi quelli capaci di andare oltre.

Il professor Coveri ha espresso giudizi variabili sugli artisti in gara: Fulminacci ha ricevuto apprezzamenti, sebbene senza eccessivo entusiasmo, mentre Enrico Nigiotti non ha soddisfatto completamente le aspettative. Tredici Pietro, pur avendo sfiorato la sufficienza, si colloca in una zona grigia di valutazioni. Una delle sorprese è rappresentata da Elettra Lamborghini, che ha ottenuto una valutazione discreta per il suo approccio fresco e ludico, seppur ai margini della sufficienza.

Alla luce di questo panorama, anche gli artisti che si concentrano su relazioni difficili, caratterizzate da conflitti e tensioni, fanno parte dello scenario musicale di quest’edizione. La predominanza di dinamiche dolore-amore evidenziata da Coveri getta una luce su una tematica che potrebbe risultare poco variegata e ripetitiva, dove solo pochi artisti riescono a rompere il muro della banalità.

L’amore e le sue complicazioni: un tema ricorrente

Un elemento che emerge chiaramente dall’analisi è la continua esplorazione del tema amoroso, che permea i testi in gara. Tuttavia, il focus sembra essere spostato prevalentemente su relazioni problematiche, dando vita a una narrazione incentrata su dinamiche tossiche. Il professor Coveri ha sottolineato che, nonostante l’amore sia un argomento ricorrente, gli interpreti sembrano prediligere storie di conflitto rispetto a racconti di felicità.

Questa prevalenza di relazioni difficili è preoccupante e fa sorgere interrogativi sulla direzione artistica che i cantautori italiani stanno prendendo. Solo pochi autori, come Ermal Meta, sembrano riuscire a guardare oltre questa bolla di contenuti, proponendo temi più freschi e interessanti.

L’essenza di questa edizione di Sanremo appare quindi molto legata a un approccio conservativo alla scrittura musicale. Le aspettative erano alte, ma i risultati sembrano suggerire un’esigenza di rinnovamento cruciale affinché il Festival possa continuare a mantenere la propria rilevanza e attrattiva nel panorama musicale italiano.

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