Ubaldo Pantani è uno dei comici più noti del panorama italiano, famoso per le sue brillanti imitazioni di personaggi pubblici. Da Gianluigi Buffon a Massimo Giletti, passando per Bruno Vespa e Pier Silvio Berlusconi, il suo repertorio è vasto e variegato. In un’intervista recente, il comico di 54 anni ha svelato il dietro le quinte delle sue rappresentazioni, che non si limitano a una mera imitazione, ma cercano di catturare l’essenza di ogni personaggio in modo esilarante.
Il viaggio artistico di Ubaldo Pantani
Ubaldo Pantani ha avviato un tour teatrale intitolato ‘Inimitabile’, che debutta a Genova il 31 gennaio. Questo spettacolo offre una panoramica delle sue performance, dove ogni imitazione è studiata nei minimi dettagli per garantire il massimo dell’intrattenimento. “Non mi considero solo un imitatore, ma piuttosto un comico che utilizza le imitazioni come mezzo per far ridere”, spiega Pantani, sottolineando la sua visione personale del mestiere.
La sua capacità di interpretare diversi personaggi nasce dalla curiosità e dall’osservazione attenta delle pubbliche figure. Ogni sua imitazione presenta elementi di esagerazione che amplificano i tratti distintivi del soggetto imitato, cercando di connettersi con il pubblico attraverso situazioni divertenti e relatable.
Le reazioni dei personaggi imitati
Uno dei personaggi più discussi nel suo repertorio è Pier Silvio Berlusconi, che è stato parodiato anche nel noto programma GialappaShow. “Ho sentito dire che non si è riconosciuto affatto nella mia maschera”, ha commentato Pantani, che ha trovato divertente la reazione del noto imprenditore. “Pensavo fosse una battuta, ma quando ho capito che parlava sul serio, ho riso ancora di più. A quanto pare, è difficile colpirli e rendere loro giustizia”, ha proseguito il comico.
Pantani ha dichiarato di non aver mai ricevuto critiche plateali per le sue imitazioni, un fatto che lo rende soddisfatto. La chiave del suo successo risiede nella sua abilità di bilanciare umorismo e rispetto, creando un’armonia tra satire e realtà.
I segreti di una buona imitazione
Secondo Pantani, ci sono tre componenti fondamentali per realizzare un’imitazione efficace: voce, somiglianza e testo. “Almeno uno di questi aspetti deve brillare”, afferma. Con Lapo Elkann, ad esempio, ha evoluto la sua interpretazione nel tempo. “Inizialmente, ho messo in evidenza gli eccessi della sua vita, ma ora il suo personaggio è quasi irreale, una figura fantasiosa che dice cose sorprendenti”, spiega.
Riguardo Mario Giordano, il comico aggiunge: “La sua voce di per sé è comica. Non posso che amplificare ciò che lui già rappresenta”. Parlando di Massimo Giletti, Pantani commenta: “Quando Giletti ha cominciato a muoversi in scena, è diventato un soggetto ancora più interessante e visivamente impattante”.
Un incontro memorabile con Umberto Eco
Tra gli apprezzamenti ricevuti, uno dei più memorabili è stato quello di Umberto Eco. “Mi chiamò dicendo che avrei dovuto vergognarmi. Io risposi che se era veramente lui me ne dispiaceva, mentre se non fosse stato lui mi dispiaceva ugualmente perché avrei trovato un imitatore migliore di me”, racconta Pantani ridendo.
Questo scambio, avvenuto in un clima di scherzo, mette in luce l’eccentricità e l’intelligenza nel modo in cui oltrepassa i confini dell’imitazione, mescolando talento e ironia in un’unica esibizione.
L’arte di Ubaldo Pantani è quindi un intricato gioco di osservazione, creatività e umorismo, capace di intrattenere e far riflettere su personalità che tutti conosciamo.
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