Un nuovo capitolo musicale per Patrizia Laquidara
Il 6 febbraio segna il lancio dell’album Flòrula di Patrizia Laquidara, un lavoro che si distacca dalla semplice produzione musicale per proporsi come una riflessione profonda sulle connessioni umane e sulla memoria collettiva. Attraverso melodie delicate e testi evocativi, Laquidara esprime la necessità di creare relazioni significative, piuttosto che limitarsi a proclamare verità. Il titolo, ispirato alla botanica, rappresenta un ecosistema di esperienze e sentimenti, un invito ad ascoltare piuttosto che a giudicare. Il primo singolo estratto, Nessuno deve restare di fuori, è descritto come l’essenza di questo viaggio emozionale, una celebrazione della coralità e della condivisione.
Il significato del singolo di apertura
Nella scelta di Nessuno deve restare di fuori come brano di apertura, Laquidara ha affrontato un processo lungo e complesso. La canzone, originariamente conosciuta come Ti ho vista ieri, ha subito una trasformazione radicale grazie alla collaborazione con il produttore Edoardo Piccolo. In questa nuova veste, il brano ha acquisito una dimensione corale che riflette il desiderio dell’artista di rappresentarsi in modo più inclusivo e aperto. Le sonorità antiche, come il marranzano, si fondono con elementi elettronici, creando un equilibrio tra tradizione e innovazione. Laquidara sottolinea quanto sia importante per lei trasmettere un messaggio di unità e partecipazione attraverso la musica.
L’elettronica organica nella musica di Laquidara
Laquidara ha sempre mantenuto un legame con le sonorità acustiche, ma ha sentito la necessità di evolvere verso nuovi orizzonti musicali. Con l’introduzione della “elettronica organica”, intende portare nella sua musica una vitalità che stimoli anche il movimento. Questa scelta non implica una rottura con il passato, ma piuttosto un’evoluzione che arricchisce la sua identità artistica. L’intento è quello di integrare suoni moderni senza perdere il contatto con le radici popolari, permettendo così al pubblico di ballare e godere della musica in un contesto contemporaneo, senza mai sopraffarre l’essenza delle canzoni.
Il dialogo tra scrittura e musica
Il brano Nessuno deve restare di fuori trae ispirazione dal libro Ti ho vista ieri, riflettendo la vita personale di Laquidara e dell’individuo collettivo che la circonda. La trasformazione da parola scritta a musica è avvenuta in un momento in cui l’artista ha voluto espandere il suo racconto personale in uno spazio di condivisione. Collaborare con altre voci, come quella di Giulia Mei, ha rappresentato un passo fondamentale in questa direzione. Non a caso, il gesto di unire le loro storie attraverso la musica diventa simbolico, aprendosi a esperienze ed emozioni condivise che trascendono le individualità.
Il significato di un cuore politico nella musica
Laquidara definisce Nessuno deve restare di fuori come un cuore che racchiude fragilità e forza. L’artista esprime una preoccupazione per i diritti umani e l’inclusione sociale, rendendo la sua musica non solo una forma di intrattenimento, ma anche un veicolo di messaggi politici. Le esperienze vissute durante i viaggi, in particolare in Brasile, hanno influenzato profondamente la sua visione e il significato della canzone. Laquidara racconta incontri con persone provenienti da contesti sociali complessi ed evidenzia la necessità di essere solidali in un’epoca di crescente disuguaglianza.
Riflessioni sul passato e presenza nel presente
Il ritorno ai luoghi visitati durante l’adolescenza ha permesso a Laquidara di vedere la propria crescita personale e artistica. A differenza della giovane Patrizia spensierata di diciassette anni, l’artista odierna porta con sé una nuova consapevolezza, più attenta e critica rispetto al mondo circostante. Questa evoluzione non implica solo un cambiamento di prospettiva, ma anche una responsabilità verso la comunità e il tempo storico in cui vive. Questa nuova consapevolezza si riflette nel suo lavoro, dove la complessità delle emozioni viene esplorata e condivisa attraverso la musica.
Il valore della solitudine nell’arte
Laquidara parla della solitudine come un momento di introspezione e cura personale, necessaria per chi vive una vita esposta come la sua. La presenza delle proprie radici e delle figure femminili della sua vita così come l’apertura verso nuove esperienze, permette un dialogo interno costante, dove non teme la fragilità ma la accetta come parte di sé. Questa riflessione sull’importanza di trovare equilibrio tra l’essere pubblica e la necessità di spazi privati è centrale nella sua arte e contribuisce a dar vita a canzoni che toccano profondamente l’ascoltatore.
Il futuro musicale di Patrizia Laquidara
Guardando avanti, Laquidara sogna di continuare a scrivere e comporre, magari con un libro di poesie in cantiere. La sua ambizione è quella di esplorare ancora nuovi stili e generi musicali, mantenendo sempre un approccio sincero e autentico. I riconoscimenti possono arrivare, ma ciò che conta davvero sono le esperienze di vita e il legame con il pubblico. Con questa visione, Laquidara si propone di rimanere una cantautrice che abbraccia la complessità, la vulnerabilità e la bellezza della condivisione umana, continuando a costruire un “casa” musicale dove ogni voce può risuonare liberamente.
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