Paolo Ruffini racconta l’amore per la sua ex moglie e l’importanza di un consiglio di Luca Bizzarri

Le confessioni di Paolo Ruffini nel podcast

Paolo Ruffini si è aperto con sincerità nell’ultima puntata del podcast “One More Time”, condotto da Luca Casadei. Durante l’intervista, il noto comico livornese ha condiviso una serie di riflessioni che spaziano dai traguardi professionali alle esperienze più intime della sua vita. Uno degli aspetti salienti di questo incontro è stata la sua visione dell’amore e il racconto del rapporto con l’ex moglie, Claudia Campolongo. Ruffini ha anche descritto un episodio particolare del suo esordio a MTV, evidenziando il ruolo di Luca Bizzarri in questa esperienza. Ha chiuso l’intervista parlando dei suoi attuali progetti, legati a tematiche sociali importanti, che comprendono spettacoli teatrali e video podcast con un alto numero di visualizzazioni sui social media, dove interagisce con bambini, persone con disabilità e anziani.

Il provino indimenticabile con Paolo Virzì

Ruffini ha ricordato il suo provino per il film “Ovosodo”, diretto da Paolo Virzì, rivelando il suo sogno di diventare regista. Racconta come, nonostante avesse i capelli lunghi, si sia presentato al casting convinto di ottenere un ruolo centrale. La reazione di Virzì fu diretta: “Sei un coglione”. Poi ottenne comunque un ruolo minore, ma la sua partecipazione al Festival di Venezia rimane un ricordo indelebile. Questo episodio ha segnato un momento cruciale nella sua carriera, dimostrando che anche le strade più tortuose possono portare a risultati significativi.

Il percorso iniziale a MTV e la gratitudine verso Luca Bizzarri

Ruffini ha condiviso come sia arrivato a lavorare per MTV quasi per caso. Dopo aver notato un annuncio che cercava VJ, ha realizzato un provino su VHS e, a sorpresa, è stato contattato da Luca Bizzarri. Quest’ultimo gli ha fornito consigli preziosi, suggerendogli di dimagrire, imparare l’inglese e guardare David Letterman. Seguendo questi consigli, Paolo ha avuto l’opportunità di lavorare come VJ collegato dalla Martesana. Ruffini attribuisce molto del suo successo a Bizzarri, riconoscendo quanto sia stata fondamentale la sua guida in quel periodo cruciale della sua carriera.

Le profonde domande dei bambini nello spettacolo “Il Babysitter”

Nello spettacolo “Il Babysitter”, Ruffini racconta storie toccanti ispirate a conversazioni con bambini. Un particolare aneddoto è quello in cui un bambino afferma che il nonno, pur essendo “in cielo”, non è morto perché continua a guidarlo nelle operazioni di matematica. Questa visione innocente della vita e della morte ha fatto riflettere Ruffini, che ribadisce l’importanza dell’amore come contrappeso alla morte. Le risposte genuine dei bambini lo hanno spinto a considerare come l’amore possa trascendere anche la separazione fisica.

Riflessioni sull’ignoranza emotiva nel mondo contemporaneo

Nel corso della sua intervista, Ruffini ha commentato l’ignoranza emotiva presente nella società odierna. Attraverso i suoi format, ha avuto modo di parlare con persone di diverse età e background, identificando una mancanza di empatia e comprensione nei giovani. Avverte che, se un tempo le dittature prosperavano grazie all’ignoranza culturale, oggi potrebbero emergere a causa dell’ignoranza emotiva. Questo impoverimento dello spirito critico e della fantasia tra i giovani rappresenta una seria preoccupazione per il futuro, secondo Ruffini, che vede nei bambini la speranza di un cambiamento culturale.

Un’esperienza trasformativa a San Patrignano

Durante la realizzazione del film “Sospesi”, Ruffini ha vissuto un’esperienza toccante a San Patrignano, una comunità di recupero per giovani. Ha raccontato di come un ragazzo, che solo tre anni prima viveva un momento di grande difficoltà, abbia diretto una scena in cui 850 ospiti ballavano un waltzer. Questo evento ha mostrato il potere della creatività e della resilienza. Il gesto di premiare i partecipanti con diplomi ha avuto un impatto profondo e ha dato loro un senso di valore e appartenenza, sottolineando come ogni persona possa trovare la propria strada verso la rinascita.

Il legame personale tra Paolo e la sua famiglia

Ruffini ha parlato del suo rapporto con i genitori e del legame che ha sviluppato con il cinema. Ricorda le estati trascorse con la madre, durante le quali guardava film e trovava conforto in queste esperienze. Questo legame affettivo col cinema è rimasto con lui nel tempo, tanto che considera il suo amore per i film come un riflesso del suo rapporto con lei. Al contrario, con il padre ha vissuto un distacco, ma il momento conclusivo della loro relazione, ossia la sua morte, è stato carico di amore e gratitudine, segnando un passaggio significativo nella vita di Ruffini.

La complessità della relazione con Claudia Campolongo

Infine, Ruffini ha parlato della sua ex moglie, Claudia Campolongo, rivelando le sfide che ha affrontato con gli attacchi di panico. Ha descritto come, in molte occasioni, lei fosse al suo fianco anche quando si trovava in situazioni difficili, come nel bagagliaio della macchina per seguirlo nelle riprese. La loro separazione è stata frutto di un atto d’amore, quando Claudia ha scelto di liberare Paolo da una situazione che lo stava opprimendo. Questo patto di libertà ha segnato una tappa importante nella loro vita, dimostrando che l’amore può manifestarsi anche attraverso scelte difficili e dolorose.

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