Un documentario significativo sul terremoto in Friuli
Il ricordo di eventi storici come il terremoto del Friuli del 1976 è fondamentale per preservare la memoria collettiva. A cinquant’anni dalla tragedia, il documentario di Federico Savonitto, intitolato Orcolat, affronta questa tematica, restituendo voce e forme artistiche al dolore di una catastrofe che ha lasciato un segno indelebile nella società. La pellicola sarà distribuita nei cinema italiani a partire dal 2 marzo, portando alla luce le esperienze di chi ha vissuto quel tragico momento.
Questa produzione è arricchita dalla narrazione del celebre cronista sportivo BRUNO PIZZUL. Originario di Udine, PIZZUL porta con sé non solo la professionalità di una carriera storica nel giornalismo sportivo, ma anche un forte legame emotivo con i luoghi colpiti dal terremoto. La scelta di avere lui come voce narrante del documentario sottolinea l’importanza di raccontare la tragedia attraverso la prospettiva di chi ha vissuto direttamente l’evento, specialmente considerando che il film esce in concomitanza con l’anniversario della sua scomparsa.
Un tuffo nella mitologia locale
Per descrivere l’impatto del terremoto, Savonitto si rifà alla mitologia e al folclore locali. L’Orcolat, creatura leggendaria della zona, diventa simbolo dell’evento calamitoso; secondo la tradizione, i tremori della terra sarebbero attribuibili ai movimenti di questa gigantesca entità. La narrazione di PIZZUL, registrata in studio, aggiunge un ulteriore strato di profondità a questo racconto, offrendo uno sguardo intimo sulla connessione tra la mitologia e la realtà storica.
Il documentario non si limita a presentare la storia in modo astratto, ma cerca di coinvolgere lo spettatore mediante testimonianze dirette. Le voci di persone che hanno vissuto quel periodo difficile, come sportivi, scrittori e musicisti, contribuiscono a tessere un mosaico complesso e ricco di emozioni. Queste testimonianze rivelano la determinazione delle comunità nel ricostruire dopo la catastrofe e mettono in luce anche le difficoltà e le sfide nella risposta iniziale agli eventi.
Un viaggio attraverso la memoria e l’arte
Oltre alle parole e ai racconti, il documentario si fa accompagnare da una colonna sonora evocativa, creata da artisti come Tre Allegri Ragazzi Morti ed ELISA. La musica rafforza l’emozione del racconto, permettendo allo spettatore di immergersi completamente in un viaggio nella memoria, riscoprendo la forza e la resilienza delle persone colpite. Attraverso note e melodie, il film ricorda il potere del popolo friulano, capace di rialzarsi e ricostruire dopo aver affrontato una profonda crisi.
Nel complesso, Orcolat non è solo un tributo alla tragedia del 1976, ma una celebrazione della comunità e della capacità umana di affrontare le avversità, rendendo onore a quelli che hanno vissuto e superato questa esperienza dolorosa. Con testimonianze autentiche e un approccio artistico, il documentario rappresenta una pietra miliare per la memoria storica di un territorio e della sua gente.
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