Niccolò Ferrero parla del suo ruolo in Lavoreremo da grandi di Antonio Albanese e della sua identità personale

Il viaggio interiore di Niccolò Ferrero

In un mondo in cui il successo e la visibilità sembrano essere tutto per un attore, Niccolò Ferrero emerge con una riflessione profonda e autentica sul significato del suo mestiere. Con una carriera che si snoda tra film, teatro e progetti editoriali, l’attore torinese ha trovato un equilibrio tra la sua vita personale e professionale, affrontando la pressione di dover sempre dimostrare qualcosa. Per lui, la bellezza della vita va oltre il lavoro: “La mia vita dev’essere bella anche se non sto lavorando”. Questa filosofia è il fulcro della sua interpretazione di Toni nel film “Lavoreremo da grandi” di Antonio Albanese, dove il personaggio incarna una dolcezza inaspettata, nonostante le sue facciate.

Il percorso per dar vita a Toni

Nella creazione del personaggio di Toni, Ferrero ha tratto ispirazione dal suo vissuto e dalle persone che lo circondano. Ha fatto riferimento a un amico di Riccione, una figura carismatica, che lo ha aiutato a mettere insieme i tratti distintivi di Toni. La scelta di presentarsi al provino con un errore di percorso, arrivando in ritardo e in abbigliamento inadeguato, ha giocato a favore della sua autenticità. Nonostante l’imbarazzo iniziale, il confronto con Antonio Albanese si è rivelato fondamentale: le parole del regista hanno lasciato un segno indelebile nella sua mente, incoraggiandolo ad abbandonare la necessità di dimostrare qualcosa e a connettersi con l’essenza del personaggio.

Un’immersione totale nel ruolo

Una volta ottenuto il ruolo, il lavoro di Ferrero sulla sua interpretazione di Toni si è intensificato. Il regista Albanese lo ha guidato verso riferimenti audaci, ispirandosi ad attori icone come Alain Delon, mentre Ferrero ha trascorso l’estate immergendosi nella vita di provincia attorno al Lago d’Orta. Questo approccio immersivo non solo gli ha permesso di comprendere meglio il contesto del suo personaggio, ma ha anche arricchito la sua performance con dettagli autentici che avrebbero altrimenti rischiato di sfuggire. L’uso del fumo come caratteristica distintiva di Toni ha presentato una nuova sfida: imparare a gestire il fumo in scena senza compromettere la sua salute, rappresentando un ulteriore passo verso la realizzazione di un personaggio complesso.

La dolcezza e le sfide del rapporto genitoriale

Oltre alla costruzione del personaggio, Ferrero affronta anche argomenti intimi e personali, come il rapporto con i genitori. Cresciuto in una famiglia con un padre artista e una madre con un lavoro stabile, la sua vita è stata segnata dalle differenze tra i due. La separazione dei genitori ha contribuito a formare il suo modo di vedere il mondo, rendendolo consapevole delle sfide e delle responsabilità che comportano i legami familiari. Parlando del cambiamento del suo rapporto con loro nel corso degli anni, Ferrero esprime un sentimento di trasformazione reciproca, dove i ruoli sembrano invertiti e lui stesso si trova a prendersi cura dei propri genitori mentre invecchiano.

L’equilibrio tra ambizione e creatività

Quando si parla di ambizione, Ferrero rivela il suo lato più vulnerabile e sincero. La spinta a raggiungere obiettivi è costantemente presente, ma spesso non si ferma a godere dei successi ottenuti. L’esigenza di valorizzare i momenti e celebrare i traguardi raggiunti appare fondamentale per lui, poiché la sfida di poter ottenere una forma di stabilità personale e professionale è continua. I rifiuti ricevuti lungo il cammino hanno plasmato il suo stato d’animo, influenzando la sua identità artistica. Ferrero racconta come questi “no” abbiano insegnato a non definire se stesso solamente attraverso il lavoro e a trovare una serenità interiore che supera la superficialità del riconoscimento esterno.

Il mondo dei social e la ricerca di autenticità

Con la crescente importanza dei social media nel panorama contemporaneo, Ferrero esprime una visione critica riguardo a questo strumento. Per lui, i social non sono altro che una vetrina pubblicitaria che utilizza per condividere il proprio lavoro e mantenere viva l’attenzione sui progetti a cui tiene. Anche se consapevole dell’effetto che possono avere, evita di mostrare dettagli della propria vita privata, concentrandosi invece sulla sfera professionale. Riflessioni sulla mascolinità, sull’identità e sull’immagine personale giocano un ruolo cruciale nella sua espressione artistica, permettendogli di affrontare tematiche importanti con sensibilità e autenticità.

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