My Hero Academia: Vigilantes stagione 2, analisi della nuova avventura dei protagonisti

Il ritorno di un amato prequel su Crunchyroll

Crunchyroll presenta il ritorno del prequel/spin-off di My Hero Academia, un evento che suscita grande attesa tra i fan. Dopo la straordinaria conclusione della serie principale, i telespettatori si chiedono se il nuovo gruppo di imbranati giustizieri, guidato da The Crawler, sarà in grado di mantenere vivo l’interesse e sostituire adeguatamente i protagonisti precedenti, tra cui il noto Midoriya.

La chiusura di My Hero Academia ha segnato una svolta significativa per l’industria degli anime, dimostrando come un’opera possa ribaltare le percezioni iniziali. Inizialmente considerata una “serie minore”, l’epopea di supereroi creata da Kohei Horikoshi ha trovato finalmente il suo posto nel cuore degli appassionati grazie a una finale realizzata con cura e qualità. La trama affascinante e l’approccio innovativo al tema dei supereroi hanno contribuito a questo successo travolgente.

Nel mondo di My Hero Academia, la quasi totalità della popolazione nasce con un Quirk, un potere speciale. Tuttavia, è fondamentale che questi poteri siano regolamentati. Solo gli eroi formati e ufficialmente riconosciuti, chiamati Heroes, possono utilizzare i loro poteri. Coloro che scelgono di ignorare queste regole e sfruttano i loro abilità per scopi personali dannosi vengono definiti fuorilegge o Villain. Tra queste due categorie, emergono i Vigilantes, rappresentanti di una realtà più complessa e sfumata.

Il debutto di Koichi Haimawari e le sue avventure

Il primo episodio di questa seconda stagione introduce nuovamente Koichi Haimawari, noto anche come The Crawler. L’inizio è segnato da una rapida presentazione delle regole del mondo in cui si muove e dei principali eventi della stagione precedente. Koichi funge da manager per la sua amica Kazuho, aspirante super-idol Pop Step, in occasione di un viaggio di lavoro a Kyoto. Durante il tragitto, scopre di aver acquisite nuove abilità collegate al suo potere di repulsione, che gli consente di scivolare e attaccarsi a varie superfici. Questo rappresenta solo l’inizio di un’evoluzione potenziale delle sue capacità latenti.

Arrivati a Kyoto, l’atmosfera si fa tesa quando compare un Hero ufficiale, Fat Gum. Si scopre che l’esibizione a cui devono partecipare nasconde in realtà un’operazione di polizia volta a smascherare un pericoloso traffico di droga. Il pericoloso stimolante, noto come Trigger, già apparso nella stagione precedente, aumenta le abilità di chi lo utilizza. Mentre Koichi e la sua amica proseguono ignari, a Tokyo, un altro supereroe, Eraser, futuro insegnante di Midoriya, è impegnato in un’indagine legata proprio a questo traffico.

Grafica e narrazione: un mix collaudato

Il primo episodio di My Hero Academia: Vigilantes riprende il tono della stagione precedente, mantenendo una regia efficace e lineare sotto la supervisione di Kenichi Suzuki. Il comparto artistico, curato da Yukihiro Watanabe, riesce a fondere colori vivaci e brillanti tipici dei supereroi con atmosfere più cupe e opprimenti. Questa miscela visiva contribuisce a ricreare l’intensità del mondo in cui i personaggi si muovono, equilibrando momenti di leggerezza e serietà.

Il nucleo della serie rimane invariato, focalizzandosi sul lato oscuro e complesso di una società abitata non solo da Heroes e Villain, ma anche da figure come i Vigilantes, che operano al di fuori delle convenzioni sociali. Questi individui scelgono di combattere contro il male senza seguire le regole imposte, aggiungendo profondità e rilevanza alla narrazione. Sebbene l’anime affronti questi concetti in modo talvolta semplificato, riesce comunque a risultare accessibile per il pubblico giovane a cui è destinato.

Riferimenti e citazioni nella serie

Un elemento interessante e divertente di My Hero Academia: Vigilantes è la presenza di citazioni che rievocano iconici supereroi. Il protagonista, The Crawler, mostra chiaramente influenze dall’amato Spider-Man, in particolare dalla versione cinematografica interpretata da Tobey Maguire. Questa connessione crea un legame nostalgico con i fan del genere, arricchendo ulteriormente l’esperienza visiva. Non mancano nemmeno omaggi a Kamen Rider, un altro simbolo della cultura pop giapponese, evidenziando l’affinità tra le varie narrazioni supereroistiche.

La seconda stagione di My Hero Academia: Vigilantes continua a percorrere il cammino tracciato dalla prima, presentando una combinazione di azione controllata e riferimenti culturali. La serie cerca di esplorare, seppur con un linguaggio semplice, il mondo di chi combatte il crimine con mezzi alternativi. Nonostante le sue imperfezioni, Vigilantes si distingue come un intrattenimento godibile, mantenendo viva la speranza che possa evolversi in modo simile alla stagione principale.

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