Rai 1 si prepara a trasmettere il finale di una serie che ha catturato l’attenzione del pubblico, con protagonisti Giacomo Giorgio e Vincenzo Ferrera. Ispirata a eventi reali, la narrazione giunge ora a un momento cruciale, dove la distinzione tra realtà e finzione si assottiglia sempre di più.
Il dramma dell’occupazione nazista a Roma
La serata conclusiva di “Morbo K”, in onda mercoledì 28 gennaio, porta gli spettatori nel cuore dell’occupazione nazista a Roma, un periodo in cui le decisioni quotidiane possono avere conseguenze fatali. L’isola Tiberina diventa un simbolo di resistenza, mentre la trama si infittisce e il clima di tensione aumenta. La prima parte della serata mostra il Ghetto trasformato in una trappola mortale, isolato e vulnerabile. I soldati tedeschi non si fanno scrupoli: irrompono brutalmente nelle abitazioni, portando con sé paura e violenza. Silvia e Pietro, i personaggi principali, osservano impotenti l’orribile scena, mentre la città è testimone di ciò che accade intorno a loro.
Pietro, consapevole del pericolo imminente, decide di spingere Silvia verso l’ospedale Fatebenefratelli, convinto che possa offrire una possibilità di salvezza. Nel frattempo, il professor Prati si prepara ad affrontare una sfida senza precedenti nel Reparto K, dove la sopravvivenza dei ricoverati dipende dalla loro capacità di simulare una malattia inesistente. Tuttavia, non tutti riescono a fuggire verso l’isola. La famiglia Calò riceve un avviso di evacuazione che lascia poco tempo per prepararsi. Ester compie un gesto disperato, nascondendo il figlio Marcolino, prima di essere deportata insieme agli altri membri della famiglia. Le azioni di Pietro di fermare la deportazione si rivelano vane, ma nota un indizio significativo lasciato da Ester, che potrebbe fare la differenza.
L’ultimo atto di resistenza
Il secondo episodio culmina con l’inevitabile reazione dei nazisti, in particolare l’ordine di Kappler di effettuare un’ispezione al Fatebenefratelli. Il suo obiettivo è smascherare la verità riguardo ai rifugiati e, quando le truppe entrano nell’ospedale, il Reparto K diventa un campo di battaglia psicologico. Con una maschera antigas indosso, il soldato tedesco ispeziona i letti, mentre i rifugiati, guidati da Pietro e Silvia, mettono in atto una drammatica recita di una malattia mortale. Questo stratagemma inizialmente porta a un momento di sollievo, poiché il terrore si diffonde anche tra i soldati, costringendoli a ritirarsi temporaneamente.
Tuttavia, la vittoria è di breve durata, poiché la minaccia di scoperta si fa sempre più concreta. Il tempo stringe e la consapevolezza che rimanere all’interno dell’ospedale non è più un’opzione si fa strada tra i protagonisti. Un’ultima e rischiosa idea emerge, promettendo di complicare ulteriormente la situazione già critica.
La serie “Morbo K” conclude quindi il suo percorso il 28 gennaio 2026, a partire dalle ore 21.30 su Rai 1, e gli episodi saranno disponibili anche sulla piattaforma RaiPlay, per chi desidera rivivere questi momenti intensi e drammatici.
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