Giulio Rapetti, noto con il nome d’arte Mogol, è stato uno dei protagonisti della terza serata del Festival di Sanremo. Nel 2026, l’artista ha festeggiato i suoi 90 anni con un premio alla carriera che riconosce il suo contributo fondamentale alla musica italiana. La sua lunga e proficua carriera è stata caratterizzata da celebri collaborazioni e successi che hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama musicale.
Il prestigioso riconoscimento a Mogol
Durante la kermesse di Sanremo, Carlo Conti ha celebrato l’eredità musicale del paese omaggiando alcuni dei più noti autori e artisti italiani. In questa occasione, il Premio alla Carriera è stato assegnato a Mogol, una figura iconica per la musica italiana, noto per i suoi testi poetici e la sua capacità di emozionare il pubblico. L’artista ha debuttato nel mondo della musica negli anni ’60 e ha collaborato a lungo con Lucio Battisti, creando canzoni memorabili che continuano ad essere ascoltate e amate.
Mogol ha collezionato numerosi successi al Festival di Sanremo, avendo vinto per ben quattro volte. I suoi trionfi sono avvenuti nel 1961 con “Al di là ” interpretata da Betty Curtis, nel 1963 con “Uno per tutte” di Tony Renis, nel 1965 con “Se piangi, se ridi” cantata da Bobby Solo e nel 1991 con “Se stiamo insieme” di Riccardo Cocciante. Questi successi hanno evidenziato la sua versatilità e la sua capacità di toccare le corde più sensibili degli ascoltatori.
Sul palco dell’Ariston, Mogol ha condiviso alcuni dettagli della sua carriera, rivelando di aver scritto ben 1.774 canzoni e di aver venduto oltre 523 milioni di dischi in tutto il mondo. Nonostante il vasto numero di opere, ha dichiarato che la sua canzone preferita rimane quella dedicata alla moglie, un gesto che mette in risalto il lato più personale e affettuoso dell’artista.
Mogol e il suo legame con la politica
Oltre alla sua carriera musicale, Mogol ha stretto amicizie nel mondo della politica. Il paroliere ha dimostrato il suo supporto a Forza Italia e ai suoi membri, come Antonio Tajani e Maurizio Gasparri. Durante una festa organizzata dal partito, Mogol ha esibito alcune delle sue canzoni più famose, raccontando anche la genesi di brani iconici come “La canzone del sole”, “Una donna per amico” e “Il mio canto libero”.
Mogol ha giustificato la sua presenza a eventi politici affermando di essere legato a queste persone non solo professionalmente, ma anche per una sincera amicizia. Ha affermato che sono individui buoni e impegnati nella beneficenza, e questo lo ha portato a sostenere pubblicamente le loro iniziative.
Tuttavia, il paroliere non è estraneo alle critiche. In passato, alcune frasi dei suoi brani, come quelle presenti in “La collina dei ciliegi”, sono state fraintese e associate a accuse di fascismo. Mogol ha sempre ribadito che Lucio Battisti, suo collaboratore e amico, non si interessava di politica e si definiva piuttosto un libertario. La sua posizione è sempre stata chiara: l’arte e l’amore per la musica devono rimanere al di fuori delle ideologie politiche.
Le dichiarazioni di Mogol sul presente
Recentemente, Mogol ha anche espresso le sue opinioni su temi contemporanei, come il Piano Albania proposto dalla premier Giorgia Meloni. La sua posizione è favorevole, ritenendo che sia utile per le persone in difficoltà e per il paese stesso. Crede che l’iniziativa porti benefici sia all’Albania che all’Italia, dimostrando così una visione pragmatica e umanitaria delle questioni politiche attuali.
La sua apertura e il suo impegno nella cultura e nelle problematiche sociali dimostrano che Mogol non è solo un maestro della musica, ma anche una persona consapevole degli eventi e delle dinamiche del mondo odierno. Con il suo contributo artistico e le sue posizioni, continua a influenzare generazioni di artisti e ascoltatori.
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