Mogol esalta Ornella Vanoni come pioniera della credibilità musicale e riprende Caterina Balivo

Mogol, il leggendario paroliere italiano, è tornato a farsi ascoltare nel salotto di Caterina Balivo, durante la trasmissione “La volta buona”. In questo incontro, ha condiviso alcuni ricordi legati alle sue canzoni più famose e ha messo in evidenza l’importanza di Ornella Vanoni nella sua carriera. La cantautrice è stata definita un’icona pionieristica: Mogol ha sottolineato come sia stata tra le prime a dare valore alle parole e non solo alla performance vocale. Ha spiegato che oggi la musica richiede un approccio emozionale autentico.

Ricordando Sandro Giacobbe

Mogol ha anche parlato con grande affetto di Sandro Giacobbe, descrivendolo come una persona gentile e buona. Il loro rapporto andava oltre la sfera professionale; Mogol ha rivelato un episodio significativo riguardo la carriera sportiva di Giacobbe. Quando quest’ultimo si era ritrovato impossibilitato a continuare a giocare a calcio, Mogol lo incoraggiò a diventare allenatore della Squadra Nazionale Cantanti, un gesto che fu molto apprezzato da Giacobbe. Tuttavia, Caterina Balivo ha voluto precisare che l’idea della squadra sia stata originariamente concepita da Don Backy. A queste parole Mogol ha risposto con fermezza, negando la veridicità della dichiarazione e confermando la sua posizione.

Riflessioni su Mina

Il dialogo tra Mogol e Caterina ha poi toccato la figura di Mina, con cui l’artista ha confessato di avere un legame profondo. Nonostante la distanza fisica, dato che la cantante vive in Svizzera, Mogol ha affermato di volerle molto bene. Ha anche chiarito che all’epoca della loro collaborazione era impegnato con la sua prima moglie, escludendo qualsiasi malinteso riguardante la loro relazione. Questo chiarimento sembra aver fatto luce su eventuali speculazioni circolate nel tempo riguardo alla loro amicizia.

Rivalità e incomprensioni nel mondo della musica

In una conversazione con il Corriere della Sera, Mogol ha affrontato il tema meno piacevole dei rapporti non sempre positivi nel panorama musicale. Rispondendo a una domanda specifica, ha identificato Zucchero come un esempio di artista che non gli ha mai mostrato riconoscenza. Secondo Mogol, dopo avergli dedicato del tempo per insegnargli, avrebbe dovuto ricevere un minimo di gratitudine. Ha raccontato un episodio in cui utilizzò una metafora sportiva per motivare Zucchero, il quale interpretò erroneamente le sue parole, sostenendo che Mogol avesse usato un commento offensivo. Mogol ha precisato che la sua intenzione era stata quella di spronarlo, ma questo episodio ha contribuito a un clima di tensione tra i due artisti.

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