Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, ha recentemente affrontato argomenti controversi in un’intervista, rispondendo con fermezza alle accuse di Fabrizio Corona, il noto ex paparazzo. Recentemente, Mediaset ha avviato una causa legale contro di lui, chiedendo 160 milioni di euro come risarcimento per danni reputazionali. La Berlusconi ha dichiarato che la situazione è già sotto la gestione dei legali del gruppo e non è interessata ad approfondire il tema.
In ambito politico, Marina è spesso considerata una figura chiave, nonostante non occupi ruoli ufficiali. Eppure, ha sottolineato come la sua priorità sia il lavoro che svolge nel suo settore piuttosto che l’influenza politica. Ha affermato con orgoglio che Mondadori sta facendo progressi notevoli e che Mediolanum ha chiuso un anno eccezionale grazie alla efficace gestione di Massimo Doris. La Berlusconi ha evidenziato i risultati positivi ottenuti dalla sua famiglia in ambito imprenditoriale, in particolare in Mediaset, dove suo fratello Pier Silvio continua a ottenere ottimi risultati.
La presidente di Fininvest ha anche discusso le divergenze di opinione all’interno del centrodestra, riconoscendo che tali differenze sono normali, ma mantenendo che la coalizione ha sempre mostrato compattezza quando si tratta di decisioni importanti. Riguardo all’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega, ha rilasciato commenti infastiditi, affermando che la sua eventuale partenza potrebbe essere un’opportunità per liberare il centrodestra da estremismi problematici.
Marina Berlusconi ha espresso supporto per la premier Giorgia Meloni, affermando che le vittorie della leader sono a beneficio del Paese. Tuttavia, ha messo in guardia sui rischi che derivano dalle attuali tensioni internazionali e sull’importanza di mantenere saldi i rapporti con gli alleati, in particolare con gli Stati Uniti.
Non mancano critiche da parte della Berlusconi, soprattutto nei confronti di Donald Trump, descritto come una figura caotica e inaffidabile. Ha messo in evidenza il fatto che prima l’alleanza con gli Stati Uniti era sinonimo di progresso, mentre ora regna l’incertezza. Secondo lei, l’approccio di Trump rappresenta una regressione rispetto a regole fondamentali che garantiscono equità e giustizia.
Passando al tema del referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo, Marina ha affermato senza riserve che voterà “sì”. Ha chiarito che la sua decisione non è influenzata dal suo cognome, ma dalla convinzione che il referendum debba servire a questioni sostanziali e non a rivalità politiche. Ha espresso la necessità di separare le carriere per rafforzare l’indipendenza della magistratura e migliorare la giustizia in Italia.
Infine, ha denunciato una “persecuzione giudiziaria” subita da suo padre Silvio, pur evitando di voler ridurre il problema a un conflitto personale. Secondo la sua visione, la questione è più ampia e coinvolge dinamiche interne a istituzioni giudiziarie che, a suo avviso, necessitano di riforme significative per evitare che interessi politici influiscano sulle carriere dei magistrati.
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