Il nuovo volto del crimine: Matteo Messina Denaro in tv
Il 3 e 4 febbraio andrà in onda su Rai 1 una fiction che attirerà l’attenzione su uno dei boss mafiosi più noti d’Italia, Matteo Messina Denaro. L’attore siciliano Ninni Bruschetta interpreterà questo personaggio controverso, famoso per il suo ruolo di Duccio Patanè nella serie Boris. La fiction, intitolata “L’Invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro”, è prodotta da Pietro Valsecchi e diretta da Michele Soavi.
Il racconto si concentrerà sugli ultimi anni di latitanza di Messina Denaro, arrestato a Palermo il 16 gennaio di tre anni fa dopo aver vissuto per trent’anni lontano dalla giustizia. Questo progetto rappresenta per Bruschetta una delle sfide maggiori della sua carriera, dato il suo ampio curriculum di oltre 130 titoli tra teatro, cinema e televisione.
Una sfida artistica e morale per l’attore
Durante un’intervista con La Repubblica, Ninni Bruschetta ha condiviso le sue emozioni riguardo alla preparazione per il ruolo di Messina Denaro. Ha sottolineato l’importanza di non emettere giudizi sui personaggi che interpreta, ma ha anche ammesso che in questo caso è stata un’esperienza particolarmente complessa. “Da attore, so che i personaggi non si giudicano, ma stavolta è stato diverso,” ha affermato Bruschetta, mettendo in luce il conflitto tra il suo lavoro artistico e la sua coscienza di cittadino siciliano impegnato contro la mafia.
La serie include scene che mostrano la freddezza e il cinismo del boss mafioso, icone di una violenza disumana. Una delle scene chiave riguarda l’arresto di Messina Denaro, dove si presenta lucido e sarcastico, rivelando un’inquietante normalità nel male. Questo momento drammatico ci permette di comprendere la personalità complessa di uno dei criminali più spietati della storia italiana.
Un ritratto inquietante del potere mafioso
Bruschetta ha rivelato che ciò che lo ha colpito di più nella preparazione per impersonare Messina Denaro è stata la sua inaspettata ferocia. Paragonando alcune delle azioni del boss a momenti del film Schindler’s List, ha descritto la violenza di Messina Denaro come “glaciale e disumana”. Questo paragone richiama alla mente il concetto di “banalità del male” e le esperienze passate dell’attore, come la sua partecipazione ne “L’ultimo padrino”, dove aveva interpretato un investigatore coinvolto nell’arresto di un altro noto mafioso, Bernardo Provenzano.
Ninni Bruschetta ha anche riflettuto sulla lunga latitanza di Messina Denaro, sottolineando come sia riuscito a vivere praticamente indisturbato, vicino alla sua abitazione. Ha messo in discussione le possibili complicità all’interno dello Stato che hanno permesso al boss di eludere la giustizia per così tanto tempo. La narrazione della serie non è solo volta a intrattenere, ma a far riflettere su questioni di corruzione e complicità che affliggono il Paese.
Un racconto necessario per la società contemporanea
“L’Invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro” non è soltanto una fiction crime, ma un’opera che costringe gli spettatori a confrontarsi con la realtà del male senza alcuna mitizzazione. Attraverso la prospettiva di un attore che sceglie di raccontare la storia per denunciarla, la serie offre l’occasione di esplorare le profondità della cattiveria umana. L’appuntamento è fissato per martedì e mercoledì su Rai 1, con un cast arricchito da nomi come Lino Guanciale e Leo Gassmann. Questo progetto mira a portare alla luce verità scomode e a stimolare un dibattito necessario nella società odierna.
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