Esplorare l’Italia attraverso una narrazione visiva è un approccio inedito che la nuova serie-evento, “Prima di noi”, si propone di realizzare. In arrivo su Rai 1 dal 4 gennaio 2026, lo spettacolo si sviluppa nel corso di sessant’anni di storia nazionale, utilizzando i luoghi iconici del Paese per raccontare le vicissitudini di una famiglia italiana, i Sartori. La serie non solo mette in luce il passare del tempo, ma anche le trasformazioni sociali e culturali che hanno caratterizzato l’Italia, da un’epoca di guerra alla modernità .
Il racconto dei Sartori lungo la storia italiana
La trama di “Prima di noi” segue le vite della famiglia Sartori, una narrazione familiare che si intreccia con eventi storici significativi. Tutto ha inizio durante la Prima guerra mondiale in un Friuli rurale, un contesto dominato dalla tradizione agricola e dall’assenza maschile a causa del conflitto. Attraverso le generazioni, il racconto si sposta in modo fluido verso le aree urbane, riflettendo i cambiamenti culturali ed economici che l’Italia ha vissuto nel corso del ventesimo secolo.
Le esperienze dei personaggi si intrecciano con le vicende nazionali, mostrando come le difficoltà e le opportunità abbiano modellato le loro vite. Il viaggio della famiglia Sartori diventa metafora dell’Italia stessa, mentre affrontano l’industrializzazione, il dopoguerra e le tensioni sociali che hanno segnato epoche cruciali della storia nazionale. Questa transizione da un mondo contadino a uno urbano simboleggia il passaggio da una società tradizionale a una modernità in continua evoluzione.
I luoghi chiave della narrazione montana
La serie apre con una forte connessione al paesaggio montano del pordenonese, una regione che incarna l’autenticità e la durezza dei primi decenni del Novecento. Cimolais, situata tra le Dolomiti Friulane, emerge come un simbolo di questo inizio, proponendo paesaggi naturali dove il lavoro nei campi e la vita comunitaria sono all’ordine del giorno.
Il casale di pietra nella Val Cimoliana rappresenta il cuore narrativo di questa parte della storia, un luogo isolato che trasmette l’idea di un’epoca distante, ma intrinsecamente legata alla storia collettiva. Qui, il torrente e i sentieri sterrati raccontano le fatiche quotidiane degli abitanti, mentre le cave rivelano il duro lavoro della terra. Parallelamente, anche borghi veneti come Feltre e Serravalle offrono scorci autentici di vita provinciale, portando sullo schermo le sfide e le piccole conquiste delle comunità locali.
Torino: centro di cambiamenti e contrasti
Con il progredire della storia, “Prima di noi” si sposta a Torino, la città simbolo delle trasformazioni italiane. Qui, la serie cattura l’essenza di una metropoli in evoluzione, in cui le piazze storiche e le fabbriche coesistono, creando un panorama ricco di contrasti. Piazza Castello, con la sua imponenza, rappresenta il fulcro morale e culturale della città , mentre le gallerie storiche come la Subalpina offrono un’immagine di eleganza e prestigio.
Il quartiere della Crocetta, con le sue architetture moderne, testimonia la crescita e l’organizzazione di una città che ha superato momenti di crisi. Complemento a questa immagine urbana è il verde del Parco del Valentino, un polmone verde affacciato sul Po, che offre un contrasto unico alle scene industriali. Anche la Chiesa di Santa Pelagia, nel suo silenzio discreto, contribuisce a dare un senso di introspezione e profondità alla narrazione. Attraverso questi luoghi, la serie riesce a tessere un atlante emozionale ricco di sfumature, capace di rappresentare la complessità dell’esperienza italiana.
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