La Mostra del Cinema di Venezia e le sue novità
Il prestigioso evento della Mostra del Cinema di Venezia si avvia verso una nuova edizione, posizionandosi come un punto di riferimento per il cinema italiano e internazionale. Quest’anno, il festival ha scelto di inaugurare la sua 82esima edizione con un’opera del rinomato regista PAOLO SORRENTINO, noto per il suo stile distintivo e la sua capacità di affrontare tematiche profonde attraverso la narrazione cinematografica. La scelta del film La Grazia segna un momento significativo, poiché è la settima collaborazione tra SORRENTINO e l’attore TONI SERVILLO, un connubio che ha dato vita a storie affascinanti e complesse nel panorama cinematografico italiano.
Il film, che arriverà nelle sale il 15 gennaio, non compete per il premio Oscar come miglior film straniero, ma SORRENTINO rimane concentrato sull’obiettivo primario di coinvolgere il pubblico presente al Lido. Con un approccio umile, il regista dichiara di voler affrontare un problema alla volta senza farsi distrarre da eventuali riconoscimenti futuri.
Il protagonista e le sfide morali
In La Grazia, TONI SERVILLO interpreta il ruolo di Mariano De Santis, un presidente della Repubblica in procinto di concludere il suo mandato. La trama si sviluppa attorno alle sfide che il protagonista deve affrontare durante gli ultimi giorni del suo incarico, portando a galla questioni etiche delicate come l’eutanasia e la concessione della grazia a due detenuti. Questo titolo, ricco di significati, è descritto da SORRENTINO come un concetto profondo: “La grazia è un atteggiamento nei confronti della vita rispettoso, paterno, una sorta di tocco”.
L’interrogativo centrale del film è se possa essere considerata una storia d’amore. SORRENTINO chiarisce che il film esplora l’amore in diverse forme, includendo il legame con la moglie, la figlia e un approccio politico sempre più attuale. La relazione professionale tra SORRENTINO e SERVILLO viene descritta con passione: il regista afferma che il suo amore per l’attore è incondizionato e non ha mai conosciuto crisi. I due artisti vantano una carriera condivisa caratterizzata da una forte intesa, con SORRENTINO che sottolinea la gioia di lavorare insieme ogni volta.
Il processo di scoperta e il tema del dubbio
In La Grazia, il personaggio di Mariano De Santis intraprende un viaggio di auto-scoperta, aprendosi al presente e comprendendo le sfide contemporanee attraverso gli occhi delle nuove generazioni. SORRENTINO enfatizza l’importanza del dubbio nelle scelte politiche, ricordando quanto sia fondamentale riflettere su temi morali complessi. La capacità di mettere in discussione le proprie convinzioni diventa quindi un elemento cruciale per un politico, soprattutto in un contesto dove le certezze sono frequentemente espresse senza un adeguato fondamento ideologico.
Tonando al personaggio di De Santis, è interessante notare che SORRENTINO e SERVILLO hanno scelto di non ispirarsi a figure reali della politica italiana. Questa decisione consapevole permette loro di creare un personaggio che rappresenta l’archetipo dell’uomo politico in cerca di comprensione e redenzione, lontano da riferimenti specifici. SERVILLO afferma che il progetto di SORRENTINO rispecchia una chiara intenzione di distanziarsi da ogni modello predefinito, enfatizzando la voluta ambiguità del personaggio.
Tematiche e ironia del film
Il cuore della narrativa di La Grazia ruota attorno ai dilemmi morali, in particolare l’eutanasia e il concetto di grazia. SORRENTINO ammette che la scelta di affrontare tali temi è complessa e sfumata. Evitare di semplificare le questioni morali in bianco e nero è una componente vitale della sua visione cinematografica. Il regista esprime il suo disprezzo per i film che adottano posizioni nette, asserendo di voler evitare di cadere in questa trappola narrativa.
La domanda fondamentale posta nel film, “Di chi sono i nostri giorni?”, viene affrontata con un approccio diretto e semplice, evidenziando come le risposte a interrogativi complessi possano sembrare ovvie, eppure siano fonte di dibattito. L’ironia, caratteristica del lavoro di SORRENTINO, viene integrata nella narrazione, richiamando alla memoria la grande tradizione della commedia italiana, capace di mescolare dramma e leggerezza.
La musica e la creatività del regista
Un altro elemento distintivo del film è l’uso della musica, con l’inclusione di artisti contemporanei come Guè. SORRENTINO rivela che grazie a sua moglie ha avuto modo di scoprire questo artista e apprezzarne il lavoro, nonostante alcune difficoltà di comprensione dei testi musicali. Tuttavia, ciò che emerge è l’interesse per temi interessanti racchiusi nel 10% dei testi, dimostrando come la musica continui a essere un veicolo espressivo di grande importanza nel suo cinema.
Nel complesso, La Grazia si presenta come un’opera ricca di spunti di riflessione, che invita il pubblico a interrogarsi su questioni etiche fondamentali e sul ruolo dell’amore e della politica nella società contemporanea. Attraverso un mix di ironia, profondità e introspezione, SORRENTINO riesce a catturare l’attenzione degli spettatori e a stimolare discussioni su temi complessi.
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