Un capolavoro che celebra il kabuki in Italia
Il film Kokuho – Il maestro di kabuki, un’opera di grande impatto visivo e narrativo, sbarca finalmente in Italia. Questo film, diretto da LEE SANG-IL, si è guadagnato elogi internazionali, già acclamato al festival di Cannes e accolto come uno dei maggiori successi commerciali giapponesi recenti. La pellicola rappresenta un importante punto di riferimento non solo per gli appassionati del kabuki, ma anche per chiunque sia interessato a storie che esplorano la complessità e le sfide dell’arte performativa. Attraverso una narrazione che si estende su cinquant’anni, il film intreccia temi di arte, destino e ambizione, rendendo omaggio alla tradizione culturale giapponese.
Kokuho debutta in Italia con un’importante presentazione iniziale al Far East Film Festival 28 e arriverà nelle sale dal 30 aprile grazie a Tucker Film. Questo adattamento cinematografico trae spunto dall’imponente romanzo di YOSHIDA SHUICHI, portando sul grande schermo una storia profonda che riflette sul sacrificio e sull’eredità all’interno dell’arte del kabuki. L’entusiasmo critico per questo lavoro si manifesta anche attraverso la sua candidatura agli Oscar per il miglior trucco, dimostrando l’attenzione maniacale dedicata alla dimensione visiva del film.
La trama avvincente di un talento emergente
La narrativa di Kokuho segue il percorso di KIKUO, interpretato dai talentuosi SOYA KUROKAWA e RYO YOSHIZAWA. Figlio di un boss della yakuza, il giovane KIKUO scopre il suo straordinario talento per il kabuki durante un’esibizione a Nagasaki. Lì, attira l’attenzione di HANJIRO HANAI, un attore rispettato interpretato da KEN WATANABE, che riconosce il potenziale unico del quattordicenne. Questa interazione segna un punto cruciale nella vita di KIKUO, in quanto entra a far parte di un mondo dove l’arte è tanto una benedizione quanto una maledizione.
Dopo la morte del padre, KIKUO trova rifugio sotto la guida di HANJIRO e cresce insieme a SHUNSUKE, il figlio naturale di quest’ultimo, interpretato da KEITATSUS KOSHIYAMA e RYUSEI YOKOHAMA. Le vite di questi due giovani sono segnate da un’intensa preparazione e dall’ombra di un’arte che non consente scorciatoie. Il film esplora le tematiche dell’amicizia e della competizione, mettendo in luce le tensioni emotive e le aspettative che accompagnano l’aspirazione a diventare il più grande maestro di kabuki. Ma solo uno dei due potrà raggiungere la vetta, e il costo di tale successo sarà considerevole.
Riflessioni sull’arte e sulle aspettative
Kokuho si distingue per la sua capacità di trasformare il kabuki in una metafora complessa della vita stessa. LEE SANG-IL, nel suo approccio registico, chiarisce come quest’arte sia intrinsecamente legata alla discendenza e al concetto di “tesoro nazionale.” Il regista afferma che il kabuki rappresenta un valore culturale inestimabile, tramandato da generazione a generazione. Tuttavia, questo sistema porta con sé onori ma anche pesanti fardelli, costringendo gli artisti a dimostrare continuamente il loro valore e a superare coloro che li hanno preceduti.
Nell’universo del kabuki, la carriera degli attori è predeterminata, il che li costringe a confrontarsi con le proprie paure e aspirazioni. Un palco diventa così un luogo di grande pressione, dove ogni performance deve riflettere non solo il talento individuale, ma anche l’eredità culturale. In questa cornice, il film si trasforma da semplice racconto storico a vera riflessione sull’ambizione, sull’identità e sulla forza delle aspettative sociali.
Un’esperienza visiva e emotiva unica
Kokuho si presenta come un’opera visivamente affascinante, caratterizzata da un trionfo di colori vibranti, costumi elaborati e coreografie che catturano l’essenza rituale del kabuki. Ogni gesto assume un significato profondo, mentre il trucco diventa una maschera che rivela anziché nascondere. La narrazione emotiva, simile a una fiamma lenta e costante, riesce a coinvolgere gli spettatori, immergendoli nelle contraddizioni e nelle dinamiche dei suoi personaggi.
Il risultato finale è un film che va oltre la mera rappresentazione artistica per esplorare la complessità dell’esperienza umana. Kokuho – Il maestro di kabuki invita a riflettere su temi universali legati alla lotta tra desideri personali e responsabilità, creando un’opera che si fa attraversare anziché consumare in fretta, proprio come una lunga rappresentazione teatrale che non prevede pause.
Unisciti alla Community su WhatsApp!
Non perderti le anticipazioni, i gossip e le news esclusive sulle tue serie turche preferite. Entra nella nostra community ufficiale e scopri tutto prima degli altri.
Entra nella Community




