Oggi, a un anno dalla scomparsa di Oliviero Toscani, la moglie Kirsti Moseng offre uno sguardo intimo sulla vita e sull’eredità dell’artista. Attraverso un’intervista rilasciata a una nota testata, l’ex modella racconta il suo percorso al fianco del fotografo, scomparso all’età di 84 anni a causa di una rara malattia. La sua testimonianza mette in luce l’uomo che, pur non temendo la morte, nutriva una passione profonda per la vita.
Un amore nato da un incontro imperfetto
La prima volta che si incontrarono, la situazione fu tutto tranne che idilliaca. Oliviero Toscani, attirato da una foto di Kirsti pubblicata su Vogue, aveva confidato ai suoi amici che sarebbe stata la sua terza moglie. Tuttavia, quando la donna si presentò all’appuntamento con un look informale, indossando salopette e bandana, Toscani perse la pazienza, esclamando all’agente che desiderava una modella e non una contadina. Questo avvio turbolento sembrava presagire un destino incerto, ma contrariamente alle aspettative, i due costruirono un legame solido e duraturo che si sviluppò per cinquant’anni, senza mai un litigio significativo. Kirsti divenne per Oliviero il “freno a mano”, colei che lo mantenne ancorato alla realtà, mentre insieme crescevano tre figli e viaggiavano per il mondo. Oggi, il ricordo del marito è vivo in Kirsti, che afferma: “La sua voce resta dentro di me”.
Il genio controverso di Toscani
Nel suo racconto, Kirsti Moseng si impegna a difendere il lavoro artistico di Oliviero Toscani, spesso etichettato come provocatore in Italia. Secondo lei, il suo contributo va oltre la semplice provocazione; Toscani era un genio che ha saputo affrontare temi complessi attraverso le sue campagne fotografiche e sociali. La percezione negativa che talvolta riceve nel suo paese natale non rende giustizia al suo vero valore, che è stato maggiormente riconosciuto all’estero. Kirsti ricorda con affetto le tappe significative della produzione di Toscani, dalle campagne sensibilizzanti sull’AIDS ai messaggi contro l’anoressia. Racconta anche dell’ultimo viaggio a Zurigo, città in cui aveva studiato e che rappresentava per lui un importante riferimento culturale. Per Kirsti, le opere di Toscani non erano semplicemente strategie di marketing, ma riflessioni profonde che hanno segnato un’epoca, lasciando un’eredità duratura ben oltre il clamore delle sue famose provocazioni.
Riflessioni sul lascito di Oliviero Toscani
Kirsti Moseng si sofferma anche sull’impatto duraturo che la figura di Toscani ha avuto nella società. Il suo approccio audace e la voglia di rompere schemi hanno fatto sì che le sue opere siano rimaste impresse nella memoria collettiva. Ogni campagna, ogni progetto realizzato da Toscani era caratterizzato da una forte componente emotiva e sociale, ponendo interrogativi importanti e stimolando riflessioni sul mondo contemporaneo. Kirsti sottolinea come il marito avesse un modo unico di interpretare la realtà, capace di toccare le corde più profonde dell’animo umano. La sua traiettoria artistica, ricca di sfide e innovazioni, ha segnato un punto di svolta nel panorama della fotografia e della comunicazione visiva, influenzando generazioni di artisti e creativi. La sua eredità, perciò, continua a vivere non solo attraverso le immagini ma anche nel dialogo che suscita, invitando a considerare la bellezza e la complessità della vita.
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