Ian McKellen critica Hamnet e dice che le affermazioni su Shakespeare sono improbabili

Un attore di spessore riflette su Shakespeare

Ian McKellen, figura di spicco nel panorama teatrale, ha una lunga carriera alle spalle che include numerose interpretazioni di opere di William Shakespeare. La sua esperienza lo posiziona come uno dei più esperti nel campo, e la sua opinione sulle rappresentazioni del drammaturgo è di grande valore. Recentemente, McKellen ha espresso riserve riguardo al film “Hamnet”, diretto da Chloe Zhao, un’opera che si propone di ricostruire la vita e i legami familiari di Shakespeare ma che non ha convinto completamente l’attore.

Nonostante il suo profondo rispetto per le opere di Shakespeare, McKellen ha manifestato dubbi sulle motivazioni dei personaggi presentati nel film. Le sue critiche mettono in luce l’apparente incongruenza tra la visione cinematografica e la realtà storica. Secondo l’attore, alcuni aspetti delle vite di Shakespeare e della sua famiglia potrebbero essere stati rappresentati in modo fuorviante, creando una discrepanza rispetto a ciò che ha appreso studiando il drammaturgo.

Le parole di McKellen sul film

Nel commentare “Hamnet”, McKellen ha affermato di non comprendere pienamente le scelte narrative fatte dai creatori del film. Ha dichiarato che non sente la necessità di esplorare in dettaglio l’immaginazione di Shakespeare, ma è convinto che le fonti di ispirazione del drammaturgo siano più complesse e variegate rispetto a ciò che viene suggerito dalla narrazione. Ha messo in dubbio l’idea che la vita familiare fosse l’unico contesto di riferimento per le sue opere, suggerendo che potesse esistere una gamma molto più ampia di influenze.

McKellen ha anche sollevato interrogativi stimolanti riguardo al rapporto tra Shakespeare e sua moglie, Anne Hathaway. Mettendo in discussione l’ipotesi che la Hathaway non avesse mai assistito a uno spettacolo teatrale, l’attore ha sottolineato come sia difficile credere a una tale affermazione, considerando la carriera del marito. Questo mette in luce un aspetto interessante sulla rappresentazione della vita privata di Shakespeare nel film, evidenziando che la mancanza di prove storiche accurate lascia spazio a diverse interpretazioni artistiche.

Il film e il romanzo che lo ispira

“Hamnet”, che trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Maggie O’Farrell, si concentra sulla figura di Agnes, moglie di Shakespeare, e sul loro figlio Hamnet. La trama ruota attorno alla tragica morte del bambino, avvenuta nel 1596, e al dolore che quest’evento provoca nella famiglia. La narrazione si propone di esplorare tematiche profonde come l’amore coniugale, la maternità e il lutto, suggerendo un legame tra la tragedia della perdita e la creazione dell’opera “Hamlet”.

O’Farrell, nel suo romanzo, utilizza dati storici certi come punto di partenza per costruire una narrazione in gran parte immaginaria. È documentato che Shakespeare ebbe tre figli e che Hamnet morì giovane, poco prima che il drammaturgo scrivesse “Hamlet”. Tuttavia, il romanzo si avventura oltre i confini dei fatti noti, intrecciando elementi di fiction e ipotesi, specialmente riguardo alla vita privata di Shakespeare e le relazioni familiari.

La rappresentazione della vita personale di Shakespeare

Uno degli aspetti più controversi della storia raccontata nel romanzo e nel film è la mancanza di prove storiche riguardanti la vita personale di Shakespeare e della sua famiglia. Sebbene siano noti alcuni dettagli biografici, come i nomi dei suoi figli e la cronologia degli eventi, gran parte della vita privata resta avvolta nel mistero. Questo ha spinto O’Farrell a creare un ritratto poetico e narrativo che potrebbe non corrispondere alla verità storica, ma mira a dare vita a emozioni e relazioni che, seppur speculative, risultano coinvolgenti e toccanti.

In definitiva, “Hamnet” e le sue radici romanzesche sollevano interrogativi importanti sulla natura di ciò che conosciamo di Shakespeare. Mentre il romanzo si basa su fatti storici, il suo intento è quello di riempire gli spazi vuoti della biografia del drammaturgo con interpretazioni creative e soggettive. La condivisione di McKellen su questi temi offre un’importante riflessione sul rapporto tra arte e verità, evidenziando come le rappresentazioni artistiche possano talvolta allontanarsi dalla realtà storica in nome di una narrazione più profonda e umana.

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