Recentemente, un episodio controverso ha coinvolto Fabbrizio Corona e il suo programma “Falsissimo”, a causa di una diffida inoltrata da Mediaset. Quest’ultima ha portato alla rimozione della puntata trasmessa lunedì scorso dalle principali piattaforme social, a causa di presunti utilizzi illeciti di materiale protetto da copyright. La situazione si complica ulteriormente con le denunce incrociate tra Corona e noti volti della televisione italiana.
Il provvedimento di Mediaset e la rimozione del programma
Mediaset ha preso una decisione drastica, richiedendo la cancellazione della puntata di “Falsissimo” dopo aver accusato l’ex fotografo di aver utilizzato immagini e clip senza autorizzazione. I giganti della tecnologia, Google e Meta, hanno risposto alla richiesta di Mediaset, bloccando il contenuto dai loro siti. Questo provvedimento è particolarmente significativo, in quanto non è stato preceduto da alcuna ordinanza del tribunale, ma si basa esclusivamente sulla denuncia di violazione dei diritti d’autore.
La puntata incriminata ha sollevato polemiche per il suo contenuto incisivo, in cui Corona ha attaccato pubblicamente diversi personaggi noti e programmi associati alla rete Mediaset. In questo clima teso, l’azienda ha intensificato la sua azione legale contro Corona, presentando anche una denuncia per diffamazione. Inoltre, è stata avanzata la richiesta di misure preventive che impedirebbero a Corona di utilizzare i social media o altri strumenti informatici per la diffusione delle sue opere.
Le accuse e le reazioni legali
A seguito della diffida di Mediaset, l’ex agente fotografico sembra aver suscitato reazioni forti non solo da parte dell’azienda, ma anche da figure come Alfonso Signorini, che ha subito presa di mira da Corona nel suo programma. Signorini ha annunciato una propria iniziativa legale, chiedendo misure analoghe e denunciando le piattaforme social per il loro coinvolgimento nella diffusione di contenuti considerati dannosi.
Signorini, già nel mirino delle accuse e delle polemiche riguardanti il revenge porn, ha deciso di autosospendersi dall’azienda. Le sue azioni legali comprendono sia richieste civili che penali, cercando di tutelare la propria immagine e fermare la diffusione di affermazioni che lo riguardano. Con la pressione legale in aumento, le prossime settimane potrebbero vedere l’emergere di ulteriori sviluppi, poiché le indagini si estendono anche ai colossi digitali citati da Mediaset.
Uno scontro tra media e giustizia
Questa situazione rappresenta un caso emblematico in cui le questioni di copyright, diffamazione e libertà di espressione si intrecciano in un contesto mediatico sempre più complesso. Mediaset, forte della sua posizione, ha dimostrato di voler proteggere i propri diritti con determinazione, mentre Corona si trova a fronteggiare non solo le conseguenze delle sue affermazioni, ma anche un panorama legale in evoluzione.
Le piattaforme social, da parte loro, si sono trovate coinvolte in un’inchiesta che potrebbe avere ripercussioni significative sulle pratiche di gestione dei contenuti. Con la possibilità di ulteriori azioni legali all’orizzonte, la battaglia tra Media e Fabrizio Corona rappresenta un interessante test per il sistema giuridico italiano, che dovrà affrontare le sfide imposte dalla rapida evoluzione del mondo digitale e dai diritti dei creatori di contenuti.
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