Dario Fo, il figlio Jacopo racconta la forza del padre e il dolore dello stupro di mamma

Jacopo Fo condivide un’intensa riflessione in merito all’impatto emotivo del centenario della nascita e del decennale della scomparsa di suo padre, Dario Fo. Un artista che ha sempre mantenuto una vitalità sorprendente, rimanendo attivo e curioso fino agli ultimi istanti della sua vita. Questa energia ha colto di sorpresa persino i professionisti della salute, come sottolineato da Jacopo, il quale racconta che, a solo pochi giorni dalla sua morte, Dario si esibiva ancora davanti a platee entusiaste. Un episodio che ha spinto il suo pneumologo a esprimere incredulità: “Sono ateo, ma ora credo ai miracoli”.

Il lato oscuro di un genio artistico

Nella narrazione di Jacopo, emerge anche una dimensione più complessa e dura del celebre artista. La famiglia Fo, pur essendo conosciuta per il suo spirito libero e creativo, ha attraversato momenti di profonda crisi che hanno messo alla prova la loro resilienza. Jacopo racconta un episodio particolarmente toccante legato alla violenza subita da Franca Rame, la madre di Jacopo. In quel frangente critico, Dario, allora ancora giovane, rimase accanto a lei, dimostrando una forza calma e determinata. Ricorda che la reazione del padre fu di fronteggiare il dolore con una disciplina quasi feroce, dicendo: “Siamo comunisti, dobbiamo mettere in conto che ci possono succedere di queste cose”. Questo momento ha rivelato non solo il legame profondo tra i due, ma anche la capacità di Dario di affrontare le avversità con un pragmatismo che contrasta con la sua immagine di giullare.

Una storia intrisa di premonizioni

Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Jacopo racconta anche di un elemento quasi magico che permea la storia della sua famiglia. Si riferisce alla nonna Pina, che aveva preannunciato la vittoria del Nobel da parte di Dario con largo anticipo. Quando nel 1997 il premio arrivò davvero, in casa non ci furono stupori; tutti sapevano che la Pina aveva visto giusto. Questo aneddoto mette in luce come la fama fosse accettata e vissuta con naturalezza all’interno del nucleo familiare, senza quella frenesia o estraneità spesso associata alla celebrazione pubblica. I successi si intrecciano così con una quotidianità in cui l’arte e il riconoscimento si fondono in modo armonico.

Le sfide dell’eredità e la nuova generazione

Tuttavia, Jacopo non nasconde le difficoltà e le pesantezze che comporta crescere sotto l’ombra di icone artistiche e politiche come i suoi genitori. A settant’anni, egli sente la necessità di raccontare la sua esperienza in un libro, cercando di esplorare cosa significhi realmente essere il figlio di Dario Fo e Franca Rame. La sua storia è una testimonianza di come il peso dell’eredità possa essere sia un onore che una responsabilità.

Un futuro da scrivere insieme

Oggi, Jacopo affronta la vita con una rinnovata curiosità, essendo diventato nuovamente padre in età avanzata. Egli desidera trasmettere ai suoi figli valori e storie che non possono conoscere direttamente dal nonno. Secondo lui, i legami di sangue e ideali trascendono la presenza fisica. Conclude la sua riflessione con una semplice verità: “Si può amare anche chi non hai mai incontrato”, un pensiero che racchiude l’essenza della continuità familiare e del ricordo. Questa visione ottimistica si manifesta nel suo approccio verso il futuro, pronto a costruire una nuova storia insieme ai suoi cari.

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