Recentemente, su Disney+, è approdato il live action di Biancaneve, un film che ha suscitato opinioni contrastanti tra gli spettatori. Questo adattamento non si limita a riproporre il classico del ’37, ma si propone di reinterpretare la storia, focalizzandosi su temi quali il potere, l’ingiustizia sociale e il destino degli eredi a un regno. Scopriamo come si presenta questa versione firmata da Marc Webb, con le interpretazioni di Rachel Zegler e Gal Gadot, analizzando trama e innovazioni rispetto all’originale.
Il Preludio delle Controversie
Prima che Biancaneve giungesse sulle piattaforme di streaming, in molti avevano già sollevato dubbi. Criticare un remake in live action è un fenomeno comune, soprattutto quando tenta di apportare modifiche significative e di integrare elementi più attuali. I recenti rifacimenti, come Lilo & Stitch e Dragon Trainer, hanno ricevuto maggiori consensi, ma Biancaneve ha scelto di affrontare questioni più complesse, il che ha creato una distanza tra il film e coloro che si aspettavano un prodotto più fedele al cartone animato originale.
Un Coraggioso Rischio Narrativo
Il film sembra desideroso di rischiare, superando la narrazione fiabesca tradizionale per concentrarsi sulle lotte di potere in un regno afflitto dalla sofferenza e dall’ingiustizia. La figura di Biancaneve e quella della strega cattiva vengono rielaborate in modo significativo. Questo approccio, sebbene audace, ha suscitato opinioni contrastanti anche tra gli appassionati di rivisitazioni.
Un Inizio che Sconvolge
Nella visione di Webb, l’apertura del film pone subito in evidenza la differenza rispetto al classico d’animazione. Viene presentato un regno privo dei suoi sovrani, assassinati dalla regina malvagia. Biancaneve emerge come legittima erede, ma la sua vita è tutt’altro che semplice: la regina, interpretata da Gal Gadot, brama il potere e cerca di relegarla a una vita di servitù, affinché il popolo dimentichi la sua esistenza.
Una Principessa in Lotta per il Suo Regno
Il ruolo di Biancaneve come Legittima Erede accentua il conflitto politico e personale della trama. Non si tratta più solo di una fiaba romantica, ma di una storia intrisa di diritti, inganno e rivendicazione. Il film mette in luce un potere esercitato con la forza, sacrificando verità e giustizia.
Un Monito Contro l’Ingiustizia Sociale
Nel prologo, viene tracciato il ritratto dei genitori di Biancaneve, un re e una regina giusti e vicini ai loro sudditi. Organizzavano feste e condividevano i raccolti, creando un legame autentico con il popolo. Questo disegno di società contrasta nettamente con la regina cattiva, che sfrutta le risorse del regno per il suo egoistico piacere, ignorando la miseria dei suoi cittadini. Quando Biancaneve propone una distribuzione equa delle risorse, la risposta della regina è un ghigno sprezzante, richiamando alla mente figure storiche simili, come Maria Antonietta.
Un Incontro Improvviso
La protagonista incontra un ladro, non un principe, che ha memoria dei suoi genitori. Questo cambio di dinamica sorprende chi conosce la fiaba tradizionale, rendendo la narrazione più incisiva e collegata a una lotta di alleanze oltre le mere apparenze.
Un Epilogo Rivoluzionario
La conclusione di Biancaneve Live Action si distacca nettamente dal cartone del ’37. La regina cattiva non incontra il suo destino attraverso una vendetta orchestrata dai nani, bensì cede di fronte a un discorso della principessa, che assume il ruolo di paladina della giustizia piuttosto che combattente. Biancaneve si trasforma in portavoce di un cambiamento, rivendicando non solo il suo diritto ma anche riconoscendo il valore umano di ogni individuo nel regno.
La Solitudine della Regina
La regina appare come una figura distaccata, incapace di ricordare i nomi dei suoi sudditi, riducendo tutti a numeri utili a soddisfare il suo ego. Questo scenario riecheggia le dinamiche di certi leader e aziende moderne, concentrate esclusivamente sulla ricerca del profitto, dimenticando il bene comune.
Al contrario, la protagonista stabilisce un legame profondo con le persone, conosce le loro storie e le loro emozioni. Grazie a questa empatia, riesce a recuperare la fiducia del popolo e a reclamare il posto che le spetta. La regina rimane sola nella sua fortezza, prigioniera della propria arroganza e schemi fallimentari. La sua fine è tanto personale quanto simbolica.
Personalmente, trovo che questa rivisitazione di Biancaneve sia audace e necessaria. Affrontare tematiche come il potere e l’ingiustizia sociale rende il film rilevante per i tempi moderni. Tuttavia, questo coraggio di cambiare può allontanare i puristi del classico. E voi, cosa ne pensate? Questo nuovo approccio arricchisce la storia o la snatura completamente?
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