Carlo Conti affronta un’importante sfida alla conduzione della seconda serata del Festival di Sanremo 2026, registrando un ascolto di 9.055.000 spettatori, il che corrisponde a uno share del 59,5%. Nonostante il buon risultato, i numeri sono inferiori rispetto all’edizione precedente, dove furono raggiunti 11,8 milioni di spettatori con uno share di 64,6%. Questa edizione risulta essere la peggiore degli ultimi anni, mostrando un evidente calo rispetto ai risultati ottenuti da Amadeus negli anni passati.
Un confronto con le precedenti edizioni
Mercoledì 25 febbraio, il Festival ha conquistato 9.055.000 spettatori, rappresentando il 59,5% di share, con una diminuzione di 5 punti rispetto all’anno precedente ma un incremento di un punto e mezzo rispetto alla prima serata, che aveva totalizzato il 58%. In confronto, il festival diretto da Amadeus nel 2024 aveva avuto un esordio con il 60,1%. La situazione attuale mostra un cambiamento significativo nella classifica degli artisti in gara, con Tommaso Paradiso, LDA-Aka7even, Nayt, Fedez-Masini e Ermal Meta che dominano le prime posizioni.
I dati riguardanti la prima parte della serata, trasmessa dalle 21:46 alle 23:34, indicano una visione da parte di 11.531.000 spettatori, mentre la seconda parte, andata in onda dalle 23:39 all’1:10, ha ottenuto 5.947.000 spettatori. Rispetto al 2025, c’è stata una flessione significativa, con la prima parte del programma che l’anno scorso aveva registrato 14.900.000 e la seconda 7.600.000 di spettatori. Tale calo pone interrogativi sulle scelte artistiche di Conti e sul diverso contesto competitivo legato agli eventi sportivi.
I fattori che influenzano gli ascolti
Il principale concorrente della serata era la partita di Champions League tra Juventus e Galatasaray, che ha portato via una parte significativa di pubblico, sovrapponendosi alla prima parte del festival. Conti aveva già intuito il possibile calo di ascolti e, durante la conferenza stampa pre-festival, si era mostrato realistico riguardo ai risultati. A tal proposito, il conduttore ha dichiarato che non si sarebbe lasciato abbattere dai numeri, affermando che ciò che conta è la serenità nel proprio operato.
Conti ha anche fatto riferimento alla varietà di situazioni che possono influenzare gli ascolti, come il cambiamento di date del festival e la presenza di competizioni sportive. Ha dimostrato una visione positiva, sottolineando che, nonostante i risultati non siano stati quelli sperati, il festival ha mantenuto una posizione solida rispetto al passato. Tuttavia, il calo di oltre 7 punti e quasi 3 milioni di spettatori rispetto all’anno precedente resta un dato preoccupante.
Le critiche e i feedback sul festival
Non sono mancate le critiche, in particolare da parte del Codacons, che ha descritto i risultati come “flop”, evidenziando scelte discutibili come l’inserimento di artisti poco conosciuti e la ricerca di contenuti più in linea con il mondo dei social. Secondo l’organizzazione, questa strategia ha finito per allontanare una fetta importante di pubblico tradizionale del festival.
Inoltre, sono state mosse obiezioni sulla durata eccessiva delle serate, che includevano interruzioni frequenti e un numero elevato di artisti in gara. Alcuni esperti hanno suggerito che il festival dovrebbe ritornare a concentrarsi maggiormente sulla qualità delle canzoni piuttosto che sull’interesse generato sui social media. Le aspettative erano alte, ma molti ritengono che le scelte artistiche abbiano influito negativamente sull’appeal del festival.
L’importanza della Total Audience
Un aspetto cruciale da considerare è l’implementazione della Total Audience, un nuovo metodo di rilevazione introdotto per comprendere meglio il pubblico del festival. Questa nuova metodologia tiene conto non solo degli spettatori della trasmissione in diretta, ma anche di coloro che seguono il festival in differita o attraverso piattaforme digitali. Tale cambiamento ha complicato il confronto con edizioni passate, rendendo difficile stabilire se il calo sia reale o influenzato dai nuovi criteri di misurazione.
Esperti come Aldo Grasso sottolineano che, sotto questo nuovo sistema, ci sarebbero potuti essere circa 300.000 spettatori in più rispetto alle edizioni precedenti. Questo porta a riflessioni su come il festival si stia adattando ai cambiamenti nelle modalità di fruizione dei contenuti, e sulla necessità di bilanciare innovazione e tradizione per continuare a catturare l’interesse del pubblico. Il futuro del Festival di Sanremo, quindi, dipenderà dalla capacità degli organizzatori di gestire queste dinamiche e di attrarre nuovamente gli spettatori.
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