Achille Lauro racconta la sua vita privata: la lotta contro la droga e l’amore salvifico della fidanzata

Achille Lauro, un artista romano dal talento indiscusso, ha tracciato un cammino straordinario dalla sua gioventù turbolenta fino al successo nazionale. Il suo percorso è segnato da scelte audaci, esperienze intensamente vissute e relazioni personali che hanno forgiato la sua identità artistica.

Le origini di un talento controverso

Nato Lauro De Marinis, Achille Lauro cresce in un ambiente familiare con alte aspettative: suo padre è un magistrato della Corte di Cassazione, mentre sua madre proviene da una famiglia borghese. Fin da giovane, Lauro avverte una pressione costante per seguire una carriera accademica o legale, ma la sua indole ribelle lo spinge in direzioni completamente diverse. A soli quindici anni, decide di abbandonare la scuola e trasferirsi in una comune artistica con il fratello Federico. Questa scelta segna l’inizio di una vita di sperimentazione e ricerca della sua vera essenza, lontano dai percorsi tradizionali.

Cresciuto tra Nuovo Salario e Talenti, due quartieri della Roma nord-est, Lauro diventa un simbolo di un territorio ibrido, segnato da contrasti tra mondanità e realtà più difficili. La sua infanzia e adolescenza trascorse in questi ambienti contribuiscono a plasmare un’identità complessa, influenzata da varie culture e subculture.

I turbamenti di un artista in ascesa

Il periodo tra il 2013 e il 2014 rappresenta un capitolo cruciale nella vita di Achille Lauro. Nel suo libro autobiografico intitolato “Io sono Amleto”, pubblicato nel 2019, egli racconta episodi di vita caratterizzati da comportamenti estremi, tra cui l’uso di sostanze stupefacenti e frequentazioni rischiose. Nonostante alcune delle sue affermazioni siano state catalogate come “fatti romanzati”, chi ha condiviso con lui quei momenti conferma la veridicità di molte esperienze narrate. Situazioni di eccesso, feste sfrenate e nottate interminabili dipingono un quadro di instabilità e ricerca del limite.

In questo contesto, Lauro menziona anche una serie di esperienze turbolente, tra cui collaborazioni con ambienti criminali, descritte con toni forti e drammatici. Sebbene sia importante precisare che non tutti gli episodi abbiano trovato conferma, ciò non toglie la carica emotiva e la tensione presente in quelle pagine, rendendo evidente il tumulto interiore dell’artista.

L’amore sotto i riflettori

Nonostante il caos che ha caratterizzato la sua vita, c’è stata una figura costante che ha affiancato Achille Lauro per sei anni: Federica. La loro relazione, avvenuta dal 2014 fino all’inizio del 2020, è rimasta perlopiù lontana dall’attenzione dei media. Sul piano personale, i due hanno condiviso momenti significativi, immortalati in fotografie condivise sui social. L’anniversario del 3 ottobre è diventato un simbolo della loro storia, un momento celebrato con dolci ricordi estivi e serate artistiche.

Federica ha sempre mantenuto un profilo basso, addirittura confusa in alcune occasioni con la sorella di Lauro da parte della stampa. Tuttavia, i gesti d’affetto tra i due non sono passati inosservati. Un biglietto per il compleanno di Federica, in cui Lauro esprimeva il suo amore e la sua dedizione, rimane una testimonianza romantica che contrasta con le esperienze più tumultuose che l’artista ha vissuto. Questo equilibrio tra vita pubblica e privata ha reso la loro relazione ancora più affascinante e complessa.

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