Gomorra – Le origini, intervista a Francesco Pellegrino e Flavio Furno sul nuovo progetto

La Napoli degli anni ’70 rivive in Gomorra

Nel contesto del prequel di Gomorra, gli anni ’70 di Napoli vengono riportati alla vita grazie a personaggi iconici come Angelo ‘a Sirena e ‘o Paisano. I loro interpreti, Francesco Pellegrino e Flavio Furno, ci raccontano la loro esperienza nel dare forma a questi ruoli complessi e significativi. La serie non si limita a ricreare un’epoca, ma offre una narrazione che si distacca da quella già conosciuta, proponendo uno sguardo nuovo su personaggi già amati dal pubblico.

Il prequel intitolato Gomorra – Le origini ha suscitato grande interesse proprio per il suo approccio diverso rispetto alla serie originale. Attraverso la visione di Marco D’Amore, i nuovi episodi ci presentano le versioni giovani dei protagonisti storici, come Pietro e Imma, allargando il focus a un contesto narrativo più ampio e articolato. Questo consente allo spettatore di immergersi in una realtà vibrante e dinamica che circonda questi personaggi, piuttosto che limitarsi alle loro storie individuali.

I protagonisti dietro i personaggi

Francesco Pellegrino, interprete di Angelo ‘a Sirena, ha condiviso il suo processo creativo nel dare vita al suo personaggio. Ha spiegato come la preparazione e lo studio delle sceneggiature siano stati fondamentali per costruire un ritratto autentico, lontano dall’idea stereotipata del camorrista. Pellegrino ha voluto trasmettere una consapevolezza profonda nel suo personaggio, descrivendolo come un individuo tormentato dalla sua coscienza. Questa interpretazione consapevole si distacca dall’immagine tradizionale, portando alla luce i conflitti interiori che caratterizzano Angelo.

Flavio Furno, che interpreta ‘o Paisano, ha espresso entusiasmo per l’opportunità di lavorare su un progetto così ricco. Ha detto di essersi divertito molto durante le riprese, apprezzando la libertà creativa concessagli per esplorare la realtà napoletana di quegli anni. Secondo Furno, la serie riesce a bilanciare verità storica e immaginazione, creando un’atmosfera intrigante che mantiene viva l’essenza di Gomorra, anche attraverso l’evoluzione dei temi trattati.

Un tuffo nella cultura degli anni ’70

Per Francesco Pellegrino, lavorare nella Napoli degli anni ’70 è stata un’esperienza altamente gratificante, soprattutto per la sua personale passione per quel periodo storico. Ha dichiarato di essere sempre stato affascinato dalla musica, dall’arte e dallo stile di vita di quegli anni, trovando ispirazione in ogni angolo della città. L’assenza di tecnologia moderna, come i cellulari, ha reso ancora più autentico il suo approccio, permettendogli di immergersi completamente nelle interazioni sociali dell’epoca, dove la parola data aveva un significato profondo.

Questa immersione nel passato ha offerto a Pellegrino e Furno l’opportunità di esplorare motori artistici e culturali che hanno plasmato il periodo in cui i loro personaggi vivono. Furno ha aggiunto che l’epoca rispecchia una trasformazione profonda della criminalità e della società napoletana, un tema centrale nel racconto di Gomorra – Le origini. La serie si impegna a mettere in luce la perdita dell’innocenza, accompagnando i personaggi attraverso cambiamenti significativi e sfide morali che definiscono l’atmosfera di quell’epoca tumultuosa.

Conclusioni sui personaggi e la loro evoluzione

Entrambi gli attori sono concordi nel ritenere che il loro lavoro in Gomorra – Le origini non sia solo un atto di recitazione, ma un modo per esplorare questioni più ampie legate alla moralità e alla trasformazione sociale. Il personaggio di Flavio Furno, Domenico Nunziante, riflette un’epoca in cui l’etica della criminalità era più cavalleresca, sottolineando come la violenza sia emersa gradualmente nella cultura della malavita, fino a diventare predominante. Questo sviluppo è esemplificato attraverso i percorsi dei personaggi, che affrontano dilemmi etici e scelte difficili in un contesto in continua evoluzione.

In questo senso, Gomorra – Le origini non è solo un prequel, ma un’opera che invita a riflettere sulla complessità della natura umana, la lotta contro le proprie ombre e il contesto sociale che plasma le nostre vite. Con una narrazione ricca e stratificata, la serie riesce a catturare l’attenzione dei telespettatori, portandoli a vivere un viaggio unico nella Napoli degli anni ’70, tanto affascinante quanto inquietante.

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