Ricordo di un’icona: David Bowie e il suo impatto in Labyrinth
In occasione del decimo anniversario della scomparsa di David Bowie, Brian Henson, regista e produttore, ha condiviso i suoi ricordi della rockstar, la cui carriera ha lasciato un segno indelebile nel mondo della musica e del cinema. A quaranta anni dall’uscita di Labyrinth – Dove tutto è possibile, il film diretto dal padre Jim Henson, le parole di Brian offrono uno sguardo intimo sulla personalità e sul talento di Bowie.
All’età di 22 anni, Henson trascorse molto tempo sul set con Bowie, un’esperienza che gli permise di apprezzare l’artista sotto una luce diversa rispetto all’immagine pubblica che il pubblico conosceva. La sua presenza, carismatica e affascinante, era bilanciata da una naturalezza che colpiva chiunque avesse la fortuna di lavorare con lui. Brian descrive Bowie non solo come un’icona del glamour, ma anche come una persona genuina e alla mano.
Un legame unico tra arte e amicizia
Nell’ambito della produzione del film, Brian Henson fu scelto per interpretare Hoggle, uno dei personaggi più memorabili della storia, nonché burattinaio nel dietro le quinte. Ricordando le interazioni con Bowie, Henson sottolinea come entrambi condividessero una certa fisicità nell’approccio all’umorismo, in particolare nella facilità con cui scoppiavano a ridere durante le riprese. Questo aspetto giocoso creò un’atmosfera di lavoro unica, reso ancora più speciale dalla capacità di Bowie di rendere ogni giorno sul set un’esperienza divertente e coinvolgente.
La personalità di Bowie, così simile a quella del padre di Brian, contribuì a creare un ambiente ricco di creatività e leggerezza, rivelando il lato più umano della rockstar. La descrizione della sua attitudine al lavoro rivela quanto Bowie fosse impegnato e appassionato, tanto da considerare il suo ruolo nel film come un’opportunità di svago, un modo per godere di un’esperienza artistica senza il peso delle aspettative.
David Bowie: un uomo comune oltre l’artista
Oltre al suo talento straordinario, Bowie mostrava anche un lato molto umano fuori dal set. Secondo Brian Henson, il cantante si mischiava facilmente con la crew, trascorrendo serate al pub e chiacchierando come un normale ragazzo di Londra. Questo comportamento dimostra quanto fosse accessibile e autentico, nonostante il suo status di superstar. Si trattava di un artista che non aveva paura di mostrare le sue radici e di relazionarsi con le persone comuni.
Nel film Labyrinth, David Bowie interpreta Jareth, il misterioso Re dei Goblin che coinvolge Sarah, interpretata da Jennifer Connelly, in un’avventura attraverso un labirinto per salvare il suo fratellino Toby. Questa rappresentazione rimane uno dei ruoli più iconici di Bowie, testimoniando non solo la sua versatilità come artista, ma anche la sua abilità nel connettersi emotivamente con il pubblico. La figura di Jareth è diventata simbolo di un fascino duraturo, che continua ad attrarre nuove generazioni di fan.
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