Un pomeriggio vivace ha animato lo studio di Bar Centrale, dove Rosanna Lambertucci e Serena Bertone hanno dato vita a un acceso scambio di opinioni, culminato in una discussione accesa. A dare il via al dibattito è stata Serena Bortone, che ha evidenziato la questione del lavoro femminile con dati significativi: «Il 70% dei lavori meno qualificati è svolto da donne. Pur ricevendo una retribuzione simile, le donne tendono a occupare posizioni di livello inferiore rispetto agli uomini».
La risposta di Rosanna Lambertucci è stata pronta e incisiva. Ha immediatamente contestato questa visione, affermando: «Credo che oggi le donne abbiano più opportunità rispetto agli uomini e stiamo superando molte barriere. Perché non riceviamo lo stesso stipendio? Ci arriveremo, dato che le nostre capacità ci permettono di coprire ruoli che gli uomini non riescono a ricoprire». Quando Bortone ha sottolineato l’insufficiente rappresentanza femminile nei posti di comando, Lambertucci ha esclamato incredula: «Ma chi è che lavora solo con uomini?».
La prima accesa discussione dell’anno si concentra sulla disparità tra uomini e donne nel mercato del lavoro, una disparità che secondo Lambertucci non esisterebbe poiché «le donne sono straordinarie e avanziamo». Il tono della conversazione si fa via via più teso, mentre Lambertucci perde la calma e dichiara: «È la tua opinione contro i dati». Bortone ribatte senza farsi intimidire: «Divento pazza. I dati non confermano quello che dici».
Questo scambio infuocato si sposta rapidamente verso la questione del lavoro domestico e delle responsabilità familiari. Qui, Bortone porta alla luce un dato inquietante: «Solo il 2.8% degli uomini partecipa attivamente al lavoro di cura in famiglia». La risposta di Lambertucci manifesta una visione più tradizionale e dice: «Perché vuoi far diventare uomini quelli che non sono portati per queste responsabilità, Serena?».
Bortone non si lascia sfuggire l’occasione per rintuzzare l’argomento, affermando: «La donna deve tornare a casa per lavorare e fare anche la serva?». Lambertucci replica con fermezza: «Ma perché chiamarla serva? La donna è molto più pratica!». Lo scambio prosegue serrato quando Bortone chiede provocatoriamente: «Un uomo che cucina non è un uomo?». A cui Lambertucci risponde che «se gli chef sono perlopiù uomini, ci sarà un motivo».
Serena Bortone decide poi di rendere la discussione più personale, invitando Lambertucci a riflessioni più profonde sul suo percorso professionale: «Cresci Rosanna, non saresti qui se non avessi lottato per affermarti, contraddici la tua storia, abbi pazienza». In un tentativo di alleggerire i toni, Lambertucci propone di «cominciare l’anno in pace».
Infine, Bortone cerca di concludere il dibattito: «Rosanna, non sei davvero una femminista. Ti consideri tale?», mentre la stretta di mano finale è un mix tra provocazione e distensione. Nonostante ciò, il clima rimane teso, e Lambertucci chiude rivendicando il proprio impegno: «Se c’è qualcuno che ha sempre sostenuto le donne, quella sono io! Non solo a parole, ma con fatti concreti».
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