Il Festival di Sanremo ha sempre rappresentato non solo un’importante vetrina musicale, ma anche un terreno di dibattito e valutazione artistica. Con l’approssimarsi dell’edizione 2026, in programma dal 24 febbraio, le prime impressioni sui brani in gara sono già emerse, suscitando reazioni contrastanti tra i critici e gli appassionati.
Le valutazioni dei testi in competizione
A pochi giorni dall’inizio del Festival, l’Accademia della Crusca ha espresso la sua opinione sui testi delle canzoni in gara, evidenziando una serie di insufficienze. I giornalisti accreditati hanno effettuato una prima analisi, portando alla luce solamente alcuni artisti che spiccano per qualità come Ermal Meta. Secondo il professor Lorenzo Coveri, noto analista per il Corriere della Sera, i brani presentano una linearità che potrebbe non entusiasmare il pubblico. Infatti, il professor Coveri ha sottolineato come l’attuale panorama musicale possa apparire “moderato”, privo di picchi significativi sia in positivo che in negativo. L’atmosfera generale sembra riflettere la prudenza tipica dello stile di Carlo Conti, conduttore del festival.
Inoltre, la minore presenza di linguaggi forti e provocatori nei testi è stata notata. Anche se nel passato recente i brani erano caratterizzati da un uso più marcato di parolacce e espressioni forti, quest’edizione sembra orientarsi verso un linguaggio meno impattante. Ciò porta a riflessioni su come questa evoluzione possa influenzare la percezione dei brani e l’identità dell’intera manifestazione.
Artisti in gara e stili emergenti
Tra i partecipanti, il professor Coveri ha evidenziato Dargen D’Amico ed Ermal Meta come artisti capaci di affrontare tematiche oltre i tradizionali temi amorosi, cercando di offrire uno sguardo più ampio sulle esperienze umane. Questo contrasta nettamente con le tendenze di altri artisti, che si limitano a esplorare esclusivamente le problematiche relazionali classiche.
Anche il cantautore Fulminacci ha ricevuto una valutazione positiva, nonostante la mancanza di entusiasmo totale. Coveri ha commentato il suo lavoro con un punto esclamativo, sottolineando che, pur non essendo di particolare rilievo, risulta dignitoso rispetto ad altri concorrenti. Al contrario, il giudizio su Enrico Nigiotti è stato più tiepido, con aspettative non completamente soddisfatte.
Una certa sorpresa è arrivata per quanto riguarda Elettra Lamborghini, la quale ha ottenuto una valutazione sufficiente, grazie a un testo considerato disinvolto e giocoso. Tuttavia, il professor Coveri ha messo in guardia sull’assenza di canzoni d’autore di spicco, suggerendo che la mancanza di figure con una forte impronta artistica potrebbe indebolire l’edizione attuale.
Tematica predominante: l’amore e le sue sfide
Come spesso accade, l’amore continua a essere il tema centrale nelle canzoni in concorso. Tuttavia, il professor Coveri ha notato una tendenza a focalizzarsi su relazioni difficili e tossiche piuttosto che su storie d’amore felici. Questa scelta narrativa evidenzia un clima di conflittualità , riproponendo dinamiche sofferte che potrebbero riflettere stati d’animo e situazioni comuni nel pubblico.
Pochi artisti riescono a distaccarsi da queste tematiche ricorrenti, con l’eccezione di Ermal Meta, il quale sembra avere un approccio differente e più variegato. La predominanza di testi concentrati su cuori infranti e relazioni problematiche offre una visione piuttosto ristretta di ciò che l’amore può rappresentare, invitando a riflessioni più ampie sul sentimento stesso.
Con l’avvicinarsi del festival, le opinioni critiche continueranno a formarsi e a svilupparsi, fornendo una panoramica interessante su come la musica italiana evolve e come i testi possano rispecchiare le complessità delle relazioni moderne.
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